GAETA
tra arte e storia
Home
Il progetto
Le origini
Ipati e Duchi
Il libero comune
Chiese e monumenti
I vescovi
Gaeta e i saraceni
Altre ricerche
Cronologia Generale
Cronologia del Golfo
Anno per Anno
Stampa Generale
Stampa Golfo
Documenti e approfondimenti
Calcolo indizioni
Segnala notizie
GAETA E I SARACENI
La ricerca può essere effettuata per uno o più valori
anche parziali. (Es. ANT trova Antonio, Antonella e Kant)
Per gli anni prima della nascita di Cristo usare il segno - (Es. 20 a.C. = -20)
Verificato
Anno (a partire da)
Area Golfo
Area Mondo
Tipo
Descrizione
Fonte
= Consulta il documento
mod
Ver
Anno
Data
Golfo
Mondo
Tipo
Descrizione
Fonte
DOC
si
877
30-05-0877
Traetto
Ravenna
storia
Papa
Giovanni VIII
, scrive all'arcivescovo di Ravenna, affermando che avendo la necessità di far sciogliere la lega di alleanze tra Napoletani e Saraceni, era costretto a recarsi inderogabilmente a Traetto e che quindi non gli è più possibile partecipare al sinodo già convocato a Ravenna.
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 57)
R.Tucciarone (1991)
si
877
16-06-0877
Traetto
storia
Papa
Giovanni VIII
giunge a Traetto e risiede presso la chiesa di S. Pietro
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 58)
R.Tucciarone (1991)
si
877
24-06-0877
Traetto
storia
Congresso di Traetto dal 24 al 27 Giugno.
Vi presenziarono papa
Giovanni VIII
,
Docibile
ipata di Gaeta,
Sergio
duca di Napoli,
Guaiferio
principe di Salerno e
Pulcari
prefetturio di Amalfi.
Il papa ottenne scarsi risultati: riuscì a coinvolgere Guaiferio di Salerno e Pulcari di Amalfi, ma solo dietro forti compensi di denaro (dai documenti dell’epoca si evince che a quest’ ultimo furono promessi 10.000 mancusi). Il duca di Napoli Sergio avrebbe rifiutato, in quanto dall’alleanza con gli Arabi traeva enormi vantaggi commerciali e una sorta di deterrente contro le mire espansionistiche dei Bizantini, ricevendo la scomunica del papa.
Non si hanno notizie di offerte a Docibile
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
828
Ponza, Zannone
Ischia
storia
I saraceni occupano Ischia, Ponza e Zannone, facendone le basi delle loro scorrerie contro le città tirreniche.
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 22)
R.Tucciarone (1991)
si
846
11-11-0846
Montecassino, S. Giorgio, Esperia, Fratte, Spigno.
storia
Un violento temporale ingrossa le acque del Garigliano, bloccando i Saraceni che volevano attaccare Montecassino.
Gli Arabi si rifanno distruggendo la chiesa di S. Giorgio e quella di S. Stefano (Esperia), nonchè devastando i territori di Fratte (Ausonia) e Spigno, mentre ritornano a Gaeta.
Leone Ostiense riporta che: '
... sicut sunt barbarae imitisque naturae fremetes, dentibusque stridentes, digitos sibi coeperunt manusque prae furore corrodere. Cellas itaque huius coenobii, sanctorum martyrum Georgii ac Stefani vucabulis insignitas, igne succedentes, per Duos Leones, ad castra sua Caietam reversi sunt ..
'
(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag 33)
(Leone Ostiense - Chronica Monasterii Casinensins - pag. 600)
R. Tucciarone (1991) - Leone Ostiense
si
846
Montecassino, S. Giorgio al Liri
storia
I saraceni distruggono la cella di S. Giorgio
si
839
Montecassino, S. Apollinare
storia
Il centro di S. Apollinare viene devastato dai saraceni al punto da dover essere riedificato. Viene eretto il castello introrno al quale si raduna parte della popolazione sparsa nel circondario
si
851
Montecassino
storia
Abu Massar
, che fino a quel momento aveva goduto dell'appoggio di Benevento, impersevera lungo la valle del Volturno, del Liri e del Sacco, seminando terrore, saccheggianfo villaggi e facendo schiavi.
si
851
Montecassino
Benevento
storia
Radelchi
, stanco dei soprusi di
Abu Massar
decide di liberarsene e si rivolge a Montecassino per chiedere l'intervento dell'imperatore
Ludovico
.
Questi, raggiunto Benevento con
Guido da Spoleto,
si fa consegnare da Radelchi tutti i saraceni presenti, compreso Abu Massar, e li uccide tutti senza pietà.
si
852
Montecassino
storia
L'abate di Montecassino
Bassacio
insieme con quello di S. Vincenzo al Volturno, per far fronte al dilagante pericolo saraceno, supplicano l'imperatore
Ludovico
di scendere di nuovo in Italia meridionale.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 41)
R.Tucciarone (1991)
si
860
Montecassino
Capua
storia
Sawdan
raggiunge Capua e, fatta razzia di animali, uomini e cose, pose l'accampamento presso Teano da dove poi si inoltrò verso Montecassino.
L'abate
Bertario
trattò un riscatto di 3000 monete d'oro e Sawdan si diresse verso Castel di Conza, che assediò per circa 40 gg senza però riuscire ad espugnarlo.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 44)
R.Tucciarone (1991)
si
883
04-09-0883
Montecassino
storia
I Saraceni di stanza presso il fiume Garigliano, guidati dal loro capo
Mamuca
, depredano il monastero di Montecassino consegnandolo poi alle fiamme.
I monaci si rifugiano nella chiesa di San Salvatore, presso il centro abitato di Eulogimenopoli (attuale Cassino)
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 82-83)
R. Tucciarone (1991)
si
883
22-10-0883
Montecassino
storia
I saraceni, tornano a Montecassino e assaltano anche la chiesa di S. Salvatore.
L'abate
Bertario
viene barbaramente ucciso e la chiesa data alle fiamme.
I monaci si trasferiscono prima a Teano e poi a Capua, portando con sè il papiro della Regola, ma molti manoscritti vanno irrimediabilmente perduti.
Il definitivo ritorno a Montecassino della comunità si realizzò soltanto parecchi anni dopo sotto il governo dell’abate
Aligerno
(948-985).
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 83)
R. Tucciarone (1991)
si
846
Licosa, Ponza
storia
La lega formata da Napoli, Amalfi, Gaeta e Sorrento elimina le basi saracene di Ponza e Licosa
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
846
10-11-0846
Itri, Gaeta, S. Apollinare, S. Andrea al Garigliano, Montecassino
storia
L'esercito franco, chiamato dal papa contro i saraceni e guidato da
Guido di Spoleto
nonchè dai vescovi Pietro e Anselmo, viene affrontato dai saraceni lungo la via Appia, nell'attraversamento delle gole di Itri.
I franchi cercarono scampo nella fuga e i saraceni, pur continuando a tenere d'assedio Gaeta, li inseguono fino al Garigliano.
Incoraggiati dal successo, proseguono fino a Villa sul Garigliano incendiandone la chiesa e raggiungono S. Apollinare accampandosi in località Albiano.
Rinunciano ad attaccare il monastero di Montecassino solo per l'ora tarda.
Gli abitanti sopravvissuti di Villa del Garigliano ricostruiscono il paese con il nome di Castrum S. Andreae
(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag 32)
R. Tucciarone (1991)
si
846
Ischia, Licosa, Ponza
storia
I saraceni si preparano a vaste azioni nel Tirreno; saccheggiano Ischia e costituiscono le basi di Licosa e Ponza
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
883
00-11-0883
Garigliano, Fondi, Terracina
Anagni, Veroli
storia
I saraceni del Garigliano, guidati da
Mamuca
, saccheggiano Fondi e Terracina.
Si spingono ad Anagni che, assediata, accetta di pagare un ingente tributo in oro.
Non paghi, raggiungono Veroli, uccidono i maggiorenti della città e si insediano nella chiesa di S. Andrea, adibendo la cripta a stalla.
Trafugano le reliquie di S. Magno e le vendono ai cittadini di Anagni, dove ancora oggi si trovano.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 84)
R. Tucciarone (1991)
si
884
Garigliano
storia
La colonia saracena del Garigliano (2500 uomini) accorre in aiuto delle guarnigioni arabe della Calabria assediate dai Bizantini. Restano presso
Docibile
150 uomini.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
909
Garigliano
Capua, Costantinopoli
storia
Atenolfo
di Capua manda il figlio
Landolfo
a Costantinopoli, per chiedere l'intervento bizantino contro i saraceni del Garigliano.
Leone VI
il saggio promette il suo aiuto.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
910
Garigliano
Costantinopoli
storia
L'imperatore
Leone VI
decide di mandare in Italia lo statego
Nicolò Pincigli
, munito dei più ampi poteri per risolvere i problemi connessi alla presenza saracena al Garigliano
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
915
01-06-0915
Garigliano
storia
Battaglia del Garigliano contro i saraceni. Napoletani, Capuani e Gaetani attaccano e distruggono la colonia.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
872
30-12-0872
Gaeta, Terracina
Roma
storia
(872-882)
Papa Giovanni VIII
compie lo sforzo maggiore, mai compiuto dalla chiesa, per estendere il suo potere temporale al sud.
Le città marinare, soprattutto, reagiscono alleandosi o rendendo ancora più salde le loro alleanze con i saraceni.
Se la costiera amalfitana pullula di saraceni, dal Garigliano al Circeo si sentono come a casa loro: a detta del papa medesimo, le loro navi sono regolarmente nel porto di Terracina,
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 46)
P. e M. Corbo (1985) - R.Tucciarone (1991)
si
812
18-08-0812
Gaeta, Ponza
Ischia
storia
Dal 18 al 21 Agosto, i saraceni, saccheggiano Ponza e Ischia. Depredano tutto e uccidono chiunque non venga portato via come schiavo. Il bottino è così abbondante che decidono di lasciare e uccidere i propri cavalli, per far posto nelle stive.
(Lettera di Leone III a Carlo Magno)
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
Lettera di Leone III (812) - P. e M. Corbo (1985)
si
903
Gaeta, Garigliano
storia
Battaglia di Setra sul Garigliano. Capuani, Napoletani e Amalfitani attaccano la colonia saracena. I Gaetani accorrono in aiuto dei saraceni e l'attacco è respinto
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
846
26-08-0846
Gaeta, Formia, Fondi, Terracina, Montecassino
Priverno, Roma
storia
I saraceni risalgono il Tevere, raggiungono Roma e saccheggiano la chiesa di S. Pietro e quella di S. Paolo dopo aver sconfitto truppe sassoni e frisoni, schiere franche e milizie Romane.
L'invasore subisce uno smacco a S.Paolo e temendo di rimanere isolato rinuncia all'assedio dell'Urbe e percorre tutta l'Appia fino a Gaeta.
Saccheggiano Priverno e Terracina, distruggono Fondi e Formia e minacciano Montecassino.
Distruggono il monastero di S. Erasmo a Formia
Contemporaneamente la flotta si dirige nel Golfo di Gaeta.
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 28-30)
P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si
881
01-12-0881
Gaeta, Fondi
storia
I Gaetani ridotti alla disperazione dall'invasione dei Capuani, assoldano la banda di Saraceni che si era rifugiata ad Agropoli, la portano al largo della costa fondana e, risalito il canale S. Anastasia (emissario di levante del lago), la scaricano sul territorio di Fondi, perchè elimini il presidio pontificio di quella città e poi, proseguendo per l'Appia, respinga i capuani oltre il Garigliano.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
979
00-10-0979
Gaeta, Fondi
storia
MARINO II
e
GIOVANNI III
, sollecitati anche da 'omnes nobiles parentesque gaiete nostros' , donano a
Giovanni
, abate del monastero di S. Magno e di quello di S. Michele Arcangelo entrambi a Fondi, le terre comprese tra monte Arcano, la via Appia, monte Acquaviva e la strada fontanelle di S. Marco. Tutte le terre sono ubicate nel territorio di Fondi, al confine settendrionale del ducato (si tratta di circa 2000 ha, che costituiscono una zona cuscinetto tra stato della Chiesa e ducato di Gaeta).
Poco dopo,
Mansone
, cugino di
Pandolfo Capodiferro
, diventa abate di S. Magno.
Dal documento si nota che:
- Marino e Giovanni si denominano duchi di Fondi e Gaeta
- nel territorio donato sono presenti chiese 'riconsacrate e sconsacrate', segno della distruzione o profanazione da parte dei saraceni quando impervesavano nel territorio, per cui alcune vennero riconsacrate e altre abbandonate.
Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXIV
si
812
00-07-0812
Gaeta
Lampedusa
storia
I Gaetani partecipano con le proprie navi alla battaglia di Lampedusa tra una flotta bizantina ed una saracena. Nel far ciò agiscono in piena autonomia e difformemente dal duca Antimo di Napoli. Anche Amalfi invia proprie navi.
(Lettera di Leone III a Carlo Magno)
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991)
Lettera di Leone III (812) - P. e M. Corbo (1985) R. Tucciarone (1991)
si
820
Gaeta
storia
I saraceni compiono una prima scorreria contro Gaeta, ma il Castrum respinge l'attacco
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
846
Gaeta
Napoli, Amalfi, Sorrento
storia
Napoli, Amalfi, Gaeta e Sorrento formano una lega per combattere i Saraceni nel Tirreno
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
846
00-09-0846
Gaeta
storia
I saraceni provenienti da Roma, assediano Gaeta da settembre a novembre.
L'ipata
COSTANTINO
e suo figlio
MARINO
, chiedono aiuto ai confederati di Napoli e Amalfi.
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 -pag 34)
P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si
846
20-11-0846
Gaeta
storia
I Gaetani, con l'aiuto dei Napoletani e Amalfitani, riescono a rompere l'assedio dei saraceni i quali decidono di andarsene.
A causa delle avverse condizioni del tempo chiedono e ottengono di poter attendere in rada che le condizioni del mare consentano la partenza.
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 34)
R. Tucciarone (1991)
si
849
Gaeta
Ostia
storia
Una flotta di Napoletani, Amalfitani e Gaetani distruggono ad Ostia una grande armata araba proveniente dalla Sardegna e salvano Roma.
Prigionieri saraceni lavoreranno alle mura leonine di Roma
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
866
Gaeta
Meridione
storia
(866 - 871) L'imperatore
Ludovico II
compie la quinta spedizione nel Meridione. E' il suo sforzo maggiore per eliminare i Saraceni e ridurre in suoi vassalli i potenti meridionali
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
P. e M. Corbo (1985)
si
868
26-06-0868
Gaeta
storia
Una potente flotta saracena, partita da Palermo al comando di
Muhammad Ibn Khafagia
approdò presso la foce del Garigliano e assediò, senza esito, Gaeta.
A settembre, a corto di rifornimenti ma dopo aver devastato tutto il territorio, fecero ritorno in Sicilia.
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 45)
P. e M. (1985) - R. Tucciarone (1991)
si
875
Gaeta
Napoli, Amalfi, Salerno
storia
(874 - 875) Gaeta, Napoli, Amalfi e Salerno, gelose della propria indipendenza, non accettano la politica pontificia e, alleate coi Saraceni, compiono azioni belliche contro le stesse coste laziali, sbarcando sui lidi di Roma.
(Erchemperto in Historia Langoberdorum)
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 47)
P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si
877
00-03-0877
Gaeta
Napoli, Capua
storia
Giovanni VIII
scrive a tutti i vescovi e arcivescovi, compreso il vescovo di Capua,
Landolfo
, per informarli di aver ricevuto notizie da
Docibile
di Gaeta e
Sergio
di Napoli i quali lo assicurano di essersi pentiti dell'allenza con i Saraceni.
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 56)
R.Tucciarone (1991)
si
877
09-04-0877
Gaeta
storia
Giovanni VIII
con una lettera pontificia invita
Docibile
e
Giovanni
a realizzare le personali promesse a far si che anche i propri concittadini rompano l'alleanza con i Saraceni
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 56)
P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si
879
01-09-0879
Gaeta
Napoli, Amalfi
storia
Fallito il tentativo pontificio di riappacificare il ducato di Capua e scoppiate le ostilità tra le parti, Gaeta e Amalfi accorrono in aiuto di Napoli.
Le città marinare assoldano bande saracene e le gettano nella mischia.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
879
01-11-0879
Gaeta
Napoli, Amalfi
storia
Il papa minaccia l'anatema contro vescovi e signori delle città di Napoli, Amalfi e Gaeta se, entro il 1 dicembre, non romperanno i rapporti con i Saraceni
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
880
Gaeta
Napoli
storia
Atanasio
di Napoli, considerata la politica espansionistica del Papa con le sue ingerenze nel ducato di Capua, nonchè la presenza della flotta Bizantina nel golfo di Gaeta, temendo per la propria indipendenza, assolda i Saraceni di Sicilia e li fa stabilire alle falde del Vesuvio.
Anche
Docibile
di Gaeta, spinto dalle stesse motivazioni, riprende i suoi rapporti di amicizia con i Saraceni
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 68-69)
R.Tucciarone (1991)
si
880
01-06-0880
Gaeta
Teano
storia
Gaetani, Napoletani e Saraceni sconfiggono i cugini di
Pandonolfo
di Capua a Pilo (Teano) e ne conquistano il castello.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
881
23-08-0881
Gaeta
Teano
storia
Gli alleati di
Pandonolfo
riconquistano Pilo (precedentemente rioccupata dagli avversari).
La vicenda sta per concludersi con la vittoria completa del papa, che è riuscito a sgretolare ala compagine avversaria.
Napoli, allora, passa nel campo avversario, comincia a sostenere i cugini di Pandonolfo e fa venire dalla Sicilia una numerosa e feroce banda di Saraceni che viene accampata ai piedi del Vesuvio.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
882
Gaeta
storia
A seguito della scorreria dei saraceni, il Papa cambia politica e nomina
Docibile
e suo figlio
Giovanni
Rectores Patrimonio Caietano ed affida loro anche il ducato e la città di Fondi
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
882
Gaeta
storia
Docibile
e i Gaetani non riescono ad imporre il pacifico ritiro della banda dei Saraceni; devono allora affrontarla con le armi e lo scontro è molto sanguinoso.
Agli scontri scontri prendono parte anche le truppe dell'abate
Bertario
. Leone Ostiense riporta che molti gaetani furono uccisi e/o fatti prigionieri.
Alla fine i Saraceni si stanziano alla foce del Garigliano, stabilendo uno status di buon vicinato con Gaeta che durerà 33 anni. La colonia araba vivrà soprattutto di traffici e razzie che investiranno principalmente le terre capuane; ciò perpetuerà lo stato di conflitto tra Gaeta e Capua che durerà fino al 915.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
884
Gaeta
Teano
storia
Gaetani e Saraceni assaltano Teano ma, contrastati energicamente da
Landone
, vengono sconfitti e 115 Saraceni sono trucidati.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 82-83)
(Coincide con analoga informazione dell '885?)
R. Tucciarone (1991)
si
885
Gaeta
Capua
storia
Continuano le ostilità tra Gaeta e Capua;
Docibile
spedisce una banda di 120 saraceni contro
Landone II
di Capua; la banda è quasi completamente annientata
(Coincide con analoga informazione dell'884?)
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
887
Gaeta
Capua
storia
Il conte
Atenolfo
di Capua, riunito nelle sue mani il dominio capuano, manda l'abate di S. Vincenzo al Volturno e il Diacono
Dauferio
da Papa
Stefano V
per offrirgli la sudditanza, trattare la restituzione dei prigionieri gaetani e ottenere l'intervento armato della Chiesa contro i Saraceni. Il papa lascia cadere ogni proposta.
Tale atto ha il recondito significato che, per Atenolfo, Gaeta e quindi i Gaetani, erano sottoposti al dominio pontificio, quindi è lui che deve riscattarli.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
1206
00-09-1206
Gaeta
Sicilia
storia
Lettera di
Innocenzo III
(Historia Diplomatica Frederici Secundi - Huillard Breholles, Albertis de Luynes - 1852)
Huillard Breholles, Albertis de Luynes (1852)
si
874
Fondi, Terracina
storia
Papa
Giovanni VIII
libera Fondi e Terracina invase dai Saraceni
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
P. e M. Corbo (1985)
si
846
Campania
storia
La lega costituita da Napoli, Gaeta, Amalfi e Sorrento sconfigge una grossa banda di Saraceni, che dopo aver distrutto la guarnigione di Capo Miseno, ha depredato e saccheggiato la campagna napoletana.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
717
01-08-0717
Costantinopoli
storia
Dall'agosto del 717 all'agosto del 718, gli Arabi assediano Costantinopoli. Rotto l'assedio,
Leone III Isaurico
, negli anni successivi, respinge gli invasori fuori dell'Europa e dell'Anatolia. Nello stesso periodo, gli Arabi conquistano la Spagna e dilagano nel Tirreno
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
827
15-06-0827
Sicilia
storia
Una flotta di 70 navi saracene salpa dalla Tunisia, con 700 cavalieri e 10.000 fanti. Approda in Sicilia a Mazara e inizia la conquista dell'isola.
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 21)
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
R.Tucciarone (1991) - P. e M. Corbo (1985)
si
828
Civitavecchia
storia
I saraceni distruggono Cencelle o Centocelle (Civitavecchia)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 22)
R.Tucciarone (1991)
si
831
Palermo
storia
I saraceni si impadroniscono di Palermo
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 21)
R.Tucciarone (1991)
si
835
Napoli, Amalfi
storia
Andrea
, duca di Napoli è impegnato nella guerra contro
Sicardo
principe di Benevento, che cerca uno sbocco sul Tirreno attraverso l'occupazione di Amalfi o di Napoli. Non riuscedo a contenere l'assedio di Sicardo, chiede aiuto ai saraceni di Palermo suoi alleati.
E' la prima volta che nuclei di mercenari saraceni sono assoldati nelle diatribe tra principi italiani.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 23)
R.Tucciarone (1991)
si
835
Napoli
storia
Una moneta d'oro coniata dal duca di Napoli, farebbe esplicito riferimento all'alleanza dei Napoletani con i Saraceni: nella moneta, il nome di
Andrea
è circondato da lettere arabe.
L'allenza tra Napoletani e Saraceni genera un notevole scambio commerciale che oltre alle merci, comprende gli schiavi, che i Napoletani comprano negli stati limitrofi e vendono nei mercati del Magreb.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 23,24)
R.Tucciarone (1991)
si
836
04-07-0836
Napoli
storia
Trattato di pace tra
Sicardo
, principe di Benevento e
Andrea
, duca di Napoli. Il trattato prevede tra l'altro il divieto ai Napoletani di
comprare sudditi longobardi e rivenderli dall'altra parte del mare
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 24)
R.Tucciarone (1991)
si
838
Brindisi
storia
I saraceni, aiutati dai Napoletani, assaltano la costa longobarda pugliese; occupano Brindisi senza incontrare resistenza.
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 24)
P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si
839
Bari
storia
I saraceni occupano Bari, per mano di
Hayah
, liberto dell'emiro aghlabita,
al-Aghlab
che governò a Qayrawan dal 10-06-0838 al 18-02-0841
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 25)
R.Tucciarone (1991)
si
839
Calabria
storia
I saraceni invadono la Calabria
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
839
Taranto
storia
I saraceni occupano Taranto e progettano di occupare anche Bari
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 24)
R.Tucciarone (1991)
si
840
Puglia, Campania
storia
I saraceni occupano Capo Miseno
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
841
Capua
storia
Saccheggio e distruzione di Capua Vetere da parte dei Saraceni. La città non si riprenderà più.
si
841
Benevento, Salerno
storia
Nella sua lotta contro
Siconolfo
,
Radelchi
chiama in aiuto i saraceni. Subito dopo il rivale si comporta nello stesso modo.
si
842
Messina
storia
I saraceni si impadroniscono di Messina.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 21)
R.Tucciarone (1991)
si
846
10-08-0846
Corsica; Roma
storia
Adelberto
, governatore della Corsica, invia una lettera al Pontefice avvertendolo che una flotta saracena composta da 73 navi e 500 cavalli è diretta verso Roma.
Consiglia di porre al sicuro i tesori di S. Pietro e S. Paolo
Non viene creduto.
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 27)
R. Tucciarone (1991)
si
846
23-08-0846
Ostia, Porto, Roma
storia
Giunge ad Ostia un'armata araba, forte di 73 navi, 11.000 combattenti, 500 cavalli.
Distrugge le guarnigioni di Ostia e Porto e occupa le due cittadine quasi deserte.
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag 28)
P. e M. Corbo (1985) - R.Tucciarone (1991)
si
847
10-04-0847
Roma
storia
Viene eletto papa
Leone IV
.
Eletto in gran fretta perchè oltre alle devastazioni effettuate dai saraceni, dovette immediatamente fronteggiare un terremoto e un incendio del Borgo, le cui fiamme arrivarono a lambire S. Pietro.
Claudio Rendina - I Papi - 1996
si
852
Bari
storia
Il
troppo mite e religioso
Mufarrag
viene assassinato dagli stessi saraceni e l'emirato passò nelle mani di
Sawdan
, terzo e ultimo emiro di Bari e uno dei più spietati condottieri dell'Islam
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 42)
R.Tucciarone (1991)
si
852
Bari
storia
Ludovico
marcia alla volta di Bari.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 41)
R.Tucciarone (1991)
si
852
Calabria, Campania
storia
Al-Abbas
, decide di vendicare la morte di
Abu Massar
e saccheggia e distrugge molte città della Campania e della Calabria.
Le teste degli abitanti vengono inviate all'emiro di Palermo.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 41)
R.Tucciarone (1991)
si
860
S. Vincenzo al Volturno
storia
Intere città e paesi vengono assaliti dai saraceni di
Sawdan
.
Telese, Alife, Sepino, Boiano, Isernia, Venafro, Conza furono devastati.
Il monastero di S. Vincenzo al Volturno, viene profanato e devastato; le provviste gettate nel fiume. Sawdan, beveva nei sacri calici e si faceva incensare con i turiboli d'oro; richiese ai monaci 3000 monete d'oro per non incendiare il monastero e ai frati, non rimase che raccogliere la somma.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 43)
R.Tucciarone (1991)
si
860
Benevento
storia
Sawdan
saccheggia e incendia il Monastero di S. Modesto di Benevento.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 42)
R.Tucciarone (1991)
si
871
Salerno
storia
Nell'871-72, Salerno subì un lungo assedio da parte dei musulmani e malgrado la forte resistenza del principe
Guaiferio
, la città riuscì a liberarsi solo grazie all'intervento dell'imperatore
Ludovico II
, che ottenne in ostaggio i figli del principe quale pegno di fedeltà.
si
871
Salerno, Napoli, Banevento, Capua
storia
Le soldatesche di
Abd Allah
, in numero di 20.000, cingono d'assedio Salerno e si spingono alle porte di Napoli, Benevento e Capua.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 46)
R.Tucciarone (1991)
si
871
03-02-0871
Bari
storia
Forze congiunte di
Ludovico II
e
Basile I
pongono fine alla signoria degli emiri arabi di Bari.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 46)
R.Tucciarone (1991)
si
876
Roma
storia
Navi pontificie sono munite di pergamene con frasi in arabo invocanti la protezione di Allah, quale necessario lasciapassare nel Tirreno e nel Mediterraneo, in accordo con le richieste di
Abd Al-Mailk
.
A tal proposito si ha notizia di una bolla di
Giovanni VIII
.
si
876
00-09-0876
Napoli
storia
Il pontefice informa
Attanasio
, vescovo di Napoli e suo fratello
Sergio
che avrebbe riunito a congresso tutti i vescovi italiani per ratificare la scomunica del Duca Sergio qualora non si fosse staccato dall'alleanza con i saraceni.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 53)
R.Tucciarone (1991)
si
876
09-09-0876
Roma
storia
Da una lettera di papa
Giovanni VIII
, in data 9 settembre 876 a
Bosone
, vicario imperiale in Italia, si rileva che i Saraceni risalivano in barca il Tevere, indi a piedi o a cavallo scorrazzavano per tutta la campagna romana fino a Velletri, e varcato l’Aniene, anda- vano a depredare la Sabina. «Tra non molto» diceva il pontefice, «verranno ad assalirci in Roma poiché stanno armando cento legni e quindici navi da traghettare cavalli»
(R. Panetta, I Saraceni in Italia, ed. Mursia 1998, p. 118).
si
876
15-10-0876
Roma
storia
Il 15 ottobre dell’876 il papa scrive a
Carlo
lamentandosi delle distruzioni arrecate dagli Arabi (P. Fedele, Di un preteso dominio di Giovanni VIII sul Ducato di Gaeta, Roma 1896, p. 23): «il sangue dei Cristiani scorre attorno… ogni luogo è ripieno di ruine e di stragi. Chi sfugge alla spada, cade in mezzo alle fiamme… Le città, i castelli, le campagne sono deserte di abitatori e divenute covili di fiere: i vescovi erano fuggiaschi in lontane parti, e le genti derelitte omai non trovano altro rifugio che nelle mura di Roma… Siede triste la città signora delle provincie, anzi è prossima a ruina…»
si
877
Campania
storia
I saraceni, partendo da Cetara (in cui si erano insediati nell'812) operano frequenti incursioni sulla penisola sorrentina e sui paesi del golfo di Salerno, giungendo fino a Paestum ed Agropoli.
Secondo la tradizione, gli abitanti di Paestum, per sfuggire ai saraceni, abbandonano la propria città e fondano Positano.
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 53)
R.Tucciarone (1991)
si
877
00-02-0877
Roma
storia
Giovanni VIII
scrive due lettere a
Carlo il Calvo
affermando che i saraceni hanno occupato i passi dell'Aniene da Tivoli a Roma e saccheggiano la Sabina.
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 51)
R.Tucciarone (1991)
si
877
01-02-0877
Benevento
storia
Papa
Giovanni VIII
invia una lettera ad
Ajone
, vescovo di Benevento, per sensibilizzarlo alla lotta contro i saraceni e per esortarlo ad ammonire suo fratello
Adelgiso
, duca della città, ad unirsi a tutti i principi cristiani per liberare l'Italia dalla morsa degli infedeli.
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 52)
R.Tucciarone (1991)
si
878
00-04-0878
Roma
storia
Il Papa, impegnato nella lotta per la successione imperiale, decide di stipulare una tregua con i saraceni, pagando un tributo di 25.000 mancusi d'argento.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 67)
R.Tucciarone (1991)
si
881
01-09-0881
Napoli, Capua, Salerno
storia
La banda di Saraceni del Vesuvio si abbandona a saccheggi e violenze; i signori di Capua, Salerno e Napoli, ritrovata un'intesa, l'aggrediscono e riescono a sloggiarla. I Saraceni si rifugiano ad Agropoli.
P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si
881
11-10-0881
S.Vincenzo al Volturno
storia
I saraceni, guidati da Sawdan, distruggono totalmente il monastero di S. Vincenzo al Volturno. I danni sono tali che i monaci superstiti si rifugiano a Capua e nel vecchio monastero non si registrano tracce di vita religiosa per oltre 30 anni.
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 80)
R.Tucciarone (1991)
si
888
Salerno, Nocera
storia
Il principe di Salerno
Guaimario I
respinge un invasione da parte dei saraceni e li sbaraglia presso Nocera
si
981
00-03-0981
Salerno, Amalfi, Benvento, Capua
storia
Muore
Pandolfo Capodiferro
e suo figlio
Pandolfo II
è principe di Salerno. Riesce a mantenere il potere solo per pochi mesi poichè viene spodestato già nel 981 da
Mansone I
di Amalfi.
L'altro figlio di Pandolfo, Landolfo riceve i pricipati di Benevento e Capua.
Entrambi i fratelli moriranno il 13 luglio 982 nella battaglia di Capo Colonna, nei pressi di Crotone e combattuta tra le forze dell’Imperatore
Ottone II
e i Longobardi, da un lato, e, dall'altro, quelle di
Abu al-Qasim
, Emiro della Sicilia della dinastia dei Kalbiti.
si
1199
24-11-1199
Sicilia, Roma
storia
Nr. 2 epistole di Papa
Innocenzo III
nelle quali descrive come
Marcovaldo
si è alleato con i
Saraceni
per conquistare la Sicilia.
(Historia Diplomatica Frederici Secundi - Huillard Breholles, Albertis de Luynes - 1852)
Huillard Breholles, Albertis de Luynes (1852)
GAETA tra arte e storia
è un progetto