|
|
Il progetto
Tanti i cittadini che, nel corso dei secoli, hanno dato lustro alla città (a partire da Papa Gelasio II,
il Cardinale De Vio designato dal
Papa quale oppositore di Lutero, il navigatore Giovanni Caboto, Tommaso
Maltacea Gran Giustiziere di Federico II fino alla famiglia Caetani tutt'oggi esistente e discendente dei primi duchi).
Innumerevoli quelli che hanno
portato il nome di Gaeta in giro per il mondo.
Moltissimi i testi su
Gaeta, sulla sua storia millenaria, sui suoi monumenti; altrettanti gli
storici e gli esperti d'arte che hanno profuso le loro energie nel cercare
documenti, descrivere avvenimenti, illustrare le caratteristiche
architettoniche.
Ma per chi, come me, non è uno storico ma solo un "gaetano" appassionato
della sua città, inquadrare le singole monografie e avvenimenti nel
contesto storico, non è impresa facile. Anche perchè Gaeta è una vera e propria 'tela di Penelope':
il tempo di costruire qualcosa e/o di arricchirlo e l'assedio o le esigenze militari successive ne vedevano la distruzione.
Colonne, capitelli, memorie e interi edifici sono sepolti, inglobati o entrati a far parte di costruzioni successive.
Ogni pietra, usata e riusata più volte con successivi cambi di destinazione d'uso, racchiude secoli di storia che hanno visto la città
diventare, da poco più di uno scoglio, uno dei porti più importanti del Mediterraneo.
Ogni strada o vicolo è stato percorso incessantemente e per quasi 2000 anni da imperatori, papi, re, principi, duchi, conti,
baroni, ambasciatori, mercanti, marinai di ogni stato in qualche modo interessato al Mediterraneo, cristiani e musulmani.
Sotto le sue mura si sono accalcati eserciti longobardi, saraceni, pisani, genovesi, normanni, francesi, spagnoli, austriaci, borbonici, piemontesi...
Nasce così l'idea di una cronologia, che cerca di aiutarmi a capire
maggiormente quello che storici e esperti d'arte cercano di trasferire ai
propri lettori. Se poi questo può essere di aiuto anche ad altri...
Mi rendo conto che è un'impresa ciclopica e che il mio tempo e le mie
risorse sono estremamente limitate; mi scuso anticipatamente per errori,
inesattezze o omissioni: la mia cronologia dovrà essere SEMPRE
considerata come "lavori in corso" e come qualcosa nata soprattutto
per le mie esigenze.
Per quanto possibile, cerco sempre di citare le fonti dalle quali ho attinto le notizie. Se ne ho dimenticata qualcuna, la mancanza non è voluta e prego gli autori di scusarmi: la colpa è solo della mia passione che mi porta a cercare e confrontare notizie anche fuori del tempo che potrei effettivamente concedermi.
|
|
Lucio Fusco |
|
|
|
|
|
|
|
|