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| si | 980 | 00-01-0980 | Gaeta | | storia | I duchi MARINO II e GIOVANNI III donano a Marino e Martino un terreno demaniale situato fuori le mura su cui è stata costruita una casa di legno di circa 40 mq
Nel documento si nota che è redatto da Giovanni protonotario, quindi un laico che fra i notai gode di una maggiore preminenza rispetto agli altri.
| Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXV | |
| si | 980 | 00-03-0980 | Gaeta | | storia | I duchi MARINO II e GIOVANNI III donano a Leone figlio di Costantino la metà del casale Mallano
Nel documento si nota che il notaio Ranerio si definisce 'Diacono e scriba della città' e non più del 'palatii', probabilmente perchè tale carica è stata assunta da Giovanni Protonotario
| Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXVI | |
| si | 980 | 00-04-0980 | Gaeta | | storia | I duchi MARINO II e GIOVANNI III donano ai coniugi Mauro e Marta, un piccolo terreno incolto (24 mq) situato nel patrimonio pubblico, fuori le mura della città e sotto il Monastero di S. Teodoro, in pratica l'estremo lembo di terra prima della parete scoscesa che da sul mare.
Dal documento si nota:
- che le mura della città si estendevano fino alla parete rocciosa che precipita a mare e si appoggiavano alle mura di S. Teodoro
- che è il secondo anno del ducato di Marino e Giovanni
- che qualunque spazio libero, anche impervio, veniva utilizzato per realizzare orti e vigne
| Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXVII | |
| si | 980 | 00-04-0980 | Gaeta | | storia | MARINO II e suo figlio GIOVANNI III donano alla chiesa di S. Martino e, per essa, al sacerdote Giovanni che l'ha restaurata, una cisterna e della terra con essa confinante
Dal documento si nota che:
- La chiesa di S. Martino è fuori delle mura della città, in località chiamata Solaro
- la cisterna viene definita 'antica' ed è identificata con il nome di 'Piscina'; è ubicata 'sopra' la chiesa nelle sue immediate vicinanze
- la cisterna sembrerebbe avere una larghezza di circa 10 metri, appartiene al patrimonio pubblico, cosi come la terra
| Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXVIII | |