GAETA tra arte e storia

ANNO PER ANNO


Anno: 977 Anno: 978 Anno: 979

Gaeta e zone limitrofe
mod Ver Anno Data Golfo Mondo Tipo Descrizione Fonte DOC
si97800-09-0978Gaeta, FondistoriaMARINO II, già duca di Fondi, diventa console e duca di Gaeta, riportando il ducato sotto il dominio della vecchia famiglia ducale.
Associa subito il figlio GIOVANNI III che, a sua volta, terrà il ducato fino al 1009 e sposerà Emilia, patrizia romana e donna energica che avrà un ruolo importante nel governo negli anni futuri.

Con lui ricomincia a funzionare la zecca cittadina che conia i primi follari, monete di rame per le piccole transizioni quotidiane.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si97801-12-0978Gaeta, MaranolastoriaMARINO II e suo figlio GIOVANNI III donano a Pietro, rettore di S. Michele Arcangelo su Monte Altino, la chiesa di S. Giovanni Battista e una cella sotto la cattedrale di Gaeta

Dal documento si evidenzia:
- Pietro è abate del monastero rupestre, ancora oggi esistente, nei pressi della statua del Redentore posta in cima a Monte Altino e alla cui base c'è Maranola. Il monastero fu edificato prima dell'830
- la chiesa di S. Giovanni Battista de Acquola è ai piedi del Monte Altino, lungo la strada che da Maranola porta alla cima, probabilmente in una località oggi denominata S. Giovanni dell'acqua
- la cella che viene donata era già in uso al monastero e ma il duca Giovanni II la ottenne scambiando con l'abate Rodoino un'altra cella e un terreno al fine di abbattere vecchia chiesa cattedrale (S. Maria del Parco) e costruirne una più grande. Ancora oggi, al fianco del campanile, vi sono dei piccoli locali dove è possibile vedere ciò che resta di queste celle
- la cella donata è ubicata sotto il pavimento della cattedrale, è lunga 3 metri, larga 2.5 metri e ha una porta che la collega alla via pubblica.
- Marino aveva sposato Maria, che nel 978 è però già morta
- Santa Eupuria ha un suo altare dentro la cattedrale; il culto di questa santa risale al tempo di Giovanni Patrizio Imperiale e di suo figlio Docibile II, mentre era vescovo Bono (914-932), quando venne ritrovato il corpo della santa sconosciuto fino a quel tempo.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXII
si97823-12-0978GaetastoriaI duchi MARINO II e GIOVANNI III donano ai nipoti e cugini (nipoti di Marino e cugini di Giovanni) Campolo e Giovanni, un mulino in località Fiumicello

Campolo e Giovanni sono nipoti di Marino II poichè il loro padre Docibile (figlio di Campolo Prefetturio e di Matrona sorella di Docibile II) era cugino dello stesso Marino.

Dal documento si evidenzia che:
- è redatto da Ranerio che si autodefinisce 'scriba civitatis et palatii' quindi è il notaio ufficiale anche della pubblica amministrazione
- Ranerio posiziona l'atto nel 'primo anno di Marino II e Giovanni II' quindi, considerato che l'indizione inizia il 1° settembre, i nuovi duchi sono in carica al massimo da 3-4 mesi.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXIII

Altre parti del mondo
mod Ver Anno Data Golfo Mondo Tipo Descrizione Fonte DOC
si978VeneziastoriaFine del dogato di Pietro I OrseoloClaudio Rendina - I Dogi - 1984
si978VeneziastoriaViene eletto doge Vitale CandianoClaudio Rendina - I Dogi - 1984
si978Salernostoria978–981 Pandolfo I Capodiferro, è principe di Salerno. E' anche Principe di Benevento (dal 961) e Capua (dal 961), e Duca di Spoleto (dal 967). Assume il principato in qualità di tutore del figlio Pandolfo che era stato adottato da Gisulfo e Gemma; in realtà la sua è una vera usurpazione in quanto il figlio è maggiorenne e non ha bisogno di tutori

Fine Elenco




GAETA tra arte e storia è un progetto