GAETA tra arte e storia

ANNO PER ANNO


Anno: 1502 Anno: 1503 Anno: 1504

Gaeta e zone limitrofe
mod Ver Anno Data Golfo Mondo Tipo Descrizione Fonte DOC
si150316-05-1503GaetaNapoli, Capua, SessastoriaConsalvo di Cordova, vicerè del re di Spagna Ferdinando II il cattolico entra a Napoli da cui i francesi sono fuggiti
Consalvo, a questo punto intende conquistare l’intero regno, quindi lascia Pedro Navarra ad espugnare il Castelnuovo e il Castel dell’Ovo e si dirige a nord occupando Capua e Sessa. Invia inoltre Prospero Colonna negli Abruzzi e insegue i francesi che si rifugiano a Gaeta.
Raggiungono la fortezza circa quattromila fanti e quattrocento lancieri oltre al principe di Salerno, al principe di Bisignano, al duca di Traetto, al conte di Corsa e molti altri nobili e baroni fedeli a Luigi XII.


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si150301-07-1503Gaeta, FormiastoriaIl 1 luglio gli spagnoli mettono sotto assedio la città di Gaeta, dove si sono rifugiate le truppe francesi.
Gaeta poteva però facilmente essere rifornita via mare e inoltre i francesi occupavano tutto il retroterra (Fondi, Itri, Traetto, Castelforte, Suio, Castellonorato, Rocca Guglielma).
Consalvo di Cordova pone il suo quartier generale a Mola di Gaeta


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si150306-08-1503Gaeta, FormiaMontecassinostoriaVia mare giungono a Gaeta tremila fanti a seguito del marchese di Saluzzo, nuovo viceré francese. Inoltre il re francese invia, via terra, un esercito di circa 25.000 uomini e 40 cannoni che attraverso la via Casilina tenta di raggiungere il sud dell’Italia.



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si150304-09-1503Gaeta, FormiastoriaFerdinando il Cattolico, re di Spagna e delle due Sicilie, attraverso il suo vicerè CONSALVO FERRANDES DI CORDOVA, ordina che i mulini di S. Erasmo in Castellone e posti a Mola di Gaeta, siano esentati dal pagamento del grano fino ad allora dovuto al castellano e ai dazieri.
L'esenzione è accordata per ricompensare i danni apportati dall'esercito spagnolo accampato nei pressi del monastero.
Nel documento è riportato: 'dato nell'accampamaneto contro Gaeta per mano del dottor Antonio Gennaro, regio consigliere'.


Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 161
si150300-10-1503Gaeta, FormiaMontecassinostoriaConsalvo di Cordova saputo dell'arrivo dell'esercito francese, toglie l'assedio a Gaeta, lascia il suo quartier generale a Mola di Gaeta e si porta col suo esercito al di là del Garigliano, da dove, dopo aver lasciato nella zona una parte del suo esercito (50 uomini d’arme, 300 cavalieri leggeri e 500 fanti) al comando di due valenti capitani (Pedro de Paz, l’eroe di Cerignola e Alfonso de Carvajal, vincitore di Seminara) si sposta col resto delle sue truppe a S. Germano in attesa dell’esercito francese.

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si150315-10-1503Fondi, Traetto, GariglianoRoccasecca, MontecassinostoriaL'esercito francese attacca Roccasecca difesa da 1200 spagnoli del colonnello Villalba, che però resiste anche grazie all’arrivo di 2000 fanti che costituiscono l’avanguardia di Consalvo de Cordova.
I francesi allora rinunciano ad attaccare S. Germano e dopo due giorni di sosta in Aquino si dirigono verso Fondi e Traetto con l’intenzione di attraversare il Garigliano nei pressi della Scafa.
Consalvo, nel timore di essere attaccato alle spalle, abbandona S. Germano e ripiega in fretta con il suo esercito sulla riva sinistra del Garigliano e, alla fine di ottobre, si trincera di fronte alla scafa di Traetto e si attesta intorno alla torre presente sulla foce (quella costruita da Pandolfo Capodiferro dopo la vittoria sui saraceni) dove piazzano diverse bocche da fuoco piccole (falconetti) e pezzi vari di artiglieria minuta.


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si150305-11-1503Traetto, GariglianoSessastoriaL'esercito francese mette in opera sul Garigliano un ponte di barche largo 6 metri e tenuto da catene.
Consalvo de Cordova ha cercato in tutti i modi ma inutilmente di distruggere il ponte anche lanciando contro di esso, spinte dalla corrente del fiume, barche cariche di massi e galleggianti (brulotti) carichi di esplosivo.
Il giorno dopo, 6 novembre, alcuni reparti scelti di fanteria francese e 1500 cavalieri riescono a passare il ponte ed occupano l’antistante riva sinistra del fiume, annientando i pochi soldati spagnoli posti a guardia. Non riescono però ad andare oltre e, al sopraggiungere della cavalleria leggera di Fabrizio Colonna, sono costretti ad arretrare, ma riescono a mantenere, con gravi sacrifici, una piccola testa di ponte sulla riva sinistra “grazie soprattutto alla loro artiglieria”.


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si150318-12-1503Traetto, GariglianoSessastoriaL’esercito spagnolo accampato al Garigliano riceve ulteriori rinforzi e Consalvo de Cordova decide di passare da una 'guerra difensiva ad una guerra d’attacco'.
Bartolomeo d’Alviano e Consalvo, spronati anche da due altri capitani italiani, il conte di S. Severina e GIOVANNI DI TUFO, fanno predisporre segretamente in un casale presso Sessa un ponte “con botti e barche”.


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si150328-12-1503Traetto, Suio, CastelforteSessastoriaNella notte tra il 27 ed il 28 dicembre 1503, l'esercito spagnolo trasporta presso il Garigliano il ponte di barche e botti che ha costruito ed alle prime luci del giorno (del 28) Bartolomeo d’Alviano getta il ponte nella zona di Suio in un luogo posto oltre quattro miglia a monte di quello francese e nascosto alla vista della rocca di Suio occupata dai francesi.
I francesi, presi di sorpresa e atterriti, fuggono verso Castelforte e poi ancora verso Traetto.
Gli spagnoli conquistano Suio e Castelforte praticamente senza combattere e si dirigono anche loro verso Traetto, accampandosi a Grunuovo per trascorrere la notte


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si150329-12-1503Gaeta, Traetto, Formia, GariglianostoriaI francesi avendo le truppe disseminate sul territorio, decidono di ritirarsi e disfare il ponte sul Garigliano.
Per salvare la loro artiglieria la mettono su barche e chiatte, con l'obiettivo di inviarla via mare a Gaeta; ma quelle che non si incagliano affondano subito per via del mare in tempesta.
Pongono allora i pezzi di piccolo calibro (una ventina) in testa alle truppe in ritirata e le fanno trainare dai pochi cavalli disponibili
A Scauri, nei pressi del rio Capodacqua , sono raggiunti dall'avanguardia spagnola che però riescono a tenere a bada per un paio d'ore permettendo al grosso dell'esercito di attestarsi a Mola di Gaeta.
Sconfitti anche qui, si rifugiano in serata all'interno delle mura di Gaeta, inseguiti dagli spagnoli


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Altre parti del mondo
mod Ver Anno Data Golfo Mondo Tipo Descrizione Fonte DOC
si1503RomastoriaFine del papato di Alessandro VIClaudio Rendina - I Papi - 1996
si150328-04-1503CerignolastoriaA Cerignola, l’esercito spagnolo sconfigge le forze francesi e nella battaglia muore il vicerè francese Luigi d’Armagnac.
Consalvo di Cordova ha quindi la strada aperta per Napoli dove entra il 16 maggio 1503.
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