GAETA tra arte e storia




S. TEODORO


   

mod Anno Data Descrizione Fonte DOC
957Giovanni II dona il lago Lungo di Sperlonga al monastero di S. Teodoro di Gaeta-.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
972STEFANO, da abate del Monastero Gaetano dei SS. Teodoro e Martino, è eletto vescovo di Gaeta. Lo è stato fino al 993

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
98000-04-0980I duchi MARINO II e GIOVANNI III donano ai coniugi Mauro e Marta, un piccolo terreno incolto (24 mq) situato nel patrimonio pubblico, fuori le mura della città e sotto il Monastero di S. Teodoro, in pratica l'estremo lembo di terra prima della parete scoscesa che da sul mare.

Dal documento si nota:
- che le mura della città si estendevano fino alla parete rocciosa che precipita a mare e si appoggiavano alle mura di S. Teodoro
- che è il secondo anno del ducato di Marino e Giovanni
- che qualunque spazio libero, anche impervio, veniva utilizzato per realizzare orti e vigne


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXVII
1040Contratto di compravendita di un immobile situato vicino al monastero di S. Teodoro e pervenuto al proprietario attraverso un mercante pisano a cui aveva prestato garanzie per due libbre d'argento.
Il documento testimonia dei notevoli rapporti tra Pisa e Gaeta. A Pisa vive una discreta colonia di Gaetani, alcuni dei quali raggiungono le massime cariche della città.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CLXXIV
106300-03-1063La duchessa e senatrice Maria, vedova di Adenolfo I, il figlio e tutto il popolo gaetano donano al monastero dei SS. Teodoro e Martino l'intera isola di Palmarola, appartenente al demanio dello stato, affinchè vi costruiscano un monastero
Nel documento Adenolfo II, viene definito 'domini natu consul et dux' a significare che il padre lo aveva fatto riconoscere e lo aveva destinato a succedergli. La madre, quindi, detiene la reggenza in quanto è minorenne.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXVIII
1064Il cubilario di S. Sofia di Costantinopoli invia al vescovo di Gaeta una lettera per pregarlo di ritirare 35 bisanti che il cittadino gaetano Giovanni, figlio di Pietro, morendo aveva destinato ad alcune chiese di Gaeta, ad un nipote e ad un suo servo

Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXIX
106700-05-1067Leone, figlio di domino Giovanni Caraccio, lascia le corti di Costrano e Bellotta alla chiesa di S. Teodoro, altri terreni a S. Martino di Acquamundula, la corte di Tremensuoli al monastero di S. Angelo, altro alla cappella di S.Giorgio in S.Salvatore.

Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXXXIV
1094Il documento evidenzia come i 'boni homines' (quindi una struttura burocratica cittadina) bloccano un accesso per motivi di pubblica utilità
Il monastero di S. Teodoro, concede alla famiglia gaetana interessata, un accesso alternativo


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCLXXI
121001-11-1210Il vescovo EGIDIO trasloca dal Monastero di S. Teodoro Magno alla Cattedrale il capo di detto Santo; è ancora conservato nella cappella del tesoro.

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
124100-06-1241ODORISIO, abate di S. Teodoro, concede in enfiteusi a terza generazione un terreno 'parte del monte del detto monastero' vicino alla terra del monastero di S. Erasmo.

Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 15
136320-06-1363Testamento di Gregorio di Erasmo, figlio di Nicola d'Erasmo detto Laranta di Gaeta, che lascia a S. Maria dell'Annunziata di Gaeta tre once di gigliati d'argento e un'oncia alla chiesa di S. Teodoro di Gaeta per la realizzazione di un calice d'argento.

Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 89
1369Muore Giovanni Botulante, abate di S. Erasmo in Castellone.
L'abbazia viene assegnata al monastero di S. Teodoro di Gaeta fino al 1383.
In questo periodo è abate di S. Erasmo Tommaso, monaco di S. Teodoro.


138302-04-1383Lettera patente di Nicola, arcivescovo di Benevento e nunzio apostolico nel Regno di Sicilia, con la quale Giovanni Papa, abate di S. Erasmo di Castellone, viene costituito collettore nelle diocesi di Sessa, Carinola, Teano, Calvi e Caserta per la raccolta di fondi tesi a ostacolare i fautori dell'antipapa Clemente VII coma da bolla di papa Urbano VI.

L'abate Giovanni Papa è stato monaco del monastero di S. Teodoro di Gaeta e nominato (16.11.1369) abate di S. Matteo nei pressi di Montecassino


Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 102



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