GAETA tra arte e storia




MONASTERO DI S. MICHELE ARCANGELO IN PLANCIANO


   

mod Anno Data Descrizione Fonte DOC
96400-05-0964Gregorio, console e duca di Gaeta, dona a Pietro rettore del monastero di S. Michele Arcangelo in Planciano un moggio di terra (circa 700 mq) nei pressi dei due moggi di terra già avuti in dono dal fratello duca Giovanni II.
Il dono è il contraccambio per gli arredi che Pietro ha dato alla chiesa:
- un 'liber comite', cioè un breviario di passi da leggere durante la messa
- un Antifonario, cioè il libro che con­tiene i canti della messa, ed è destinato al cantore o al coro
- un 'libro da leggere la notte', cioè un libro contenente i Notturni
- un libro sulla Santa Trinità
- un Exultet da utilizzare la sera Sabato Santo, definito 'rotolo per la benedizione del cero e dei fonti battesimali'
- un panno di seta
- quindici tovaglie di lino
- una pianeta di lino con la stola
- un calice di stagno

Il documento è importante sia perchè fornisce una testimonianza sugli arredi liturgici che perchè è l'ultimo documento in cui compare il duca Gregorio


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXVI
97610-02-0976Redatto a Roma, il documento riporta l'accordo tra GIOVANNI, abate di S. Michele Arcangelo in Planciano e di S. Magno a Sperlonga, e il monaco Giorgio circa l'isola di Zannone.

Dal documento è possibile evincere che:
- Giovanni è abate in carica di S. Michele Arcangelo
- il monastero di S. Michele Arcangelo ha nelle sue disponibilità l'isola di Zannone e cospicui beni in Roma nella zona tra il Palatino e il Circo Massimo
- il monastero di S. Michele Arcangelo è proprietario anche del monastero di S. Magno di Sperlonga
- nel 976 a gestire la 'cosa pubblica' vi è Docibile, figlio primogenito del duca Gregorio, che non potendo fregiarsi del titolo di Duca usa quello più antico di Ipata.
- i due monasteri e la città di Gaeta sono ciascuno rappresentati da un testimone e il loro modo di firmare e approvare denota una notevole competenza in questioni legali e fa escludere che il titolo di 'ipata' sia un errore
- i beni assegnati al monaco Giorgio dovranno tornare in possesso dei rispettivi monasteri
- nel 1210, Pietro sarà abate di S. Michele Arcangelo - l'isola di Zannone appartiene territorialmente al ducato gaetano


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXX
106700-05-1067Leone, figlio di domino Giovanni Caraccio, lascia le corti di Costrano e Bellotta alla chiesa di S. Teodoro, altri terreni a S. Martino di Acquamundula, la corte di Tremensuoli al monastero di S. Angelo, altro alla cappella di S.Giorgio in S.Salvatore.

Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXXXIV
107100-06-1071SERGIO, discendente della famiglia ducale, lascia molti terreni e corti ai monasteri della Trinità, di S. Erasmo di Formia, S. Angelo e S. Maria.
Alla cattedrale lascia l'isola di Ventotene


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXLV
107205-10-1072Littefrida duca di Fondi, dona a Montecassino i castelli di Acquaviva, Vallecorsa, Ambrise (Lenola), Pastena, Campodimele, Vetera.
Cede anche i diritti sul monastero di S. Arcangelo e sulla pescheria di S. Anastasia


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCLII
1210Pietro è abate del monastero di S. Michele Arcangelo in Planciano

Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXX del 10-2-946
132417-10-1324MATTEO GATTOLA, priore secolare della chiesa di S. Maria Fuori Porta, permuta con FRANCESCO GATTOLA detto IERRO alcuni beni.
Matteo fornisce una vigna con oliveto posti in Arzano, confinante con l'oliveto di S. Maria delle Monache, con un terreno di S. Quirico e con quello di un certo Nicola di Rinaldo.
Francesco fornisce una bottega posta nella parrocchia di S. Silviniano, sotto la casa del fu Rinaldo Gattola, al fianco di un'altra bottega di sua proprietà e a quella di Lorenzo Gattola. Aggiunge inoltre una casa con cucina sotterranea posta nella parrocchia di S. Salvatore e una casa in località 'La Tesa' confinante con l'oliveto del monastero di S. Angelo in Planciano.
La permuta avviene con il consenso del vescovo di Gaeta, FRANCESCO II Gattola.

Il documento è particolare perchè è quasi un affare di famiglia: Matteo Gattola, con il consenso di Francesco II Gattola, permuta con Francesco Gattola detto Ierro ottenendone una bottega sotto la casa di Rinaldo Gattola al fianco di quella di Lorenzo Gattola.
Sono inoltre coinvolte, a vario titolo, sette chiese di Gaeta:
- La cattedrale
- S. Maria Fuori Porta
- S. Maria delle Monache
- S. Quirico
- S. Salvatore
- S. Silviniano
- S. Angelo in Planciano


Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 48
136011-06-1360Giovanni Botulante, abate di S. Erasmo di Castellone, con il consenso di RUGGIERO, vescovo di Gaeta, stipula un contratto di enfiteusi a terza generazione di un terreno sito a S. Angelo dei Marsi confinante con uno appartenente a S. Angelo in Planciano

Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 86
136517-04-1365Andrea di Giovani di Bartolomeo, dona a Giovanni Botulante, abate di S. Erasmo di Castellone, un terreno posto a S. Angelo dei Marsi confinante con quello di Pietro Lingua Grossa "residente a S. Angelo in Planciano" e con un terreno del Vescovato.
Vi è inoltre il diritto di passaggio attraverso un terreno di S. Pietro in Porta di Gaeta


Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 91
136824-05-1368In un atto di vendita si fa riferimento all'oliveto del fu Pietro Segnoria de Morine, del Borgo di S. Cosma di Gaeta, assegnatogli dal monastero di S. Angelo in Planciano e situato sul monte Conca

Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 99
137509-04-1375E' vescovo di Gaeta dal 1376 al 1381, GIOVANNI III
Il primo documento in cui viene riportato è datato 21.10.1376 e riguarda la chiesa di S. Angelo in Planciano


A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
138726-06-1387Da un atto di permuta risulta che Giovanni Papa è abate di S. Erasmo in Castellone e che S. Angelo in Planciano è proprietaria di un mulino a Mola di Gaeta, collegato, attraverso un condotto d'acqua, al Mulino Zoppo

Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 104
142131-08-1421Sono di questa data tre contratti di enfiteusi perpetua concessi da Tommaso Gattola, abate di S. erasmo in Castellone.
Due si riferiscono a casupole dirute poste a Mola di Gaeta in località 'Lu ponte di Mola'.
Il terzo riguarda una casa con pozzo e orticello, sempre a Mola di Gaeta in località 'Capu de Selci' (inizio via Lavanga); quest'ultima ha tutto intorno orti e case appartenenti al monastero di S. Erasmo e una casa appartenente al monatero di S. Angelo in Planciano


Rubrica delle Carte di S. Erasmo - documenti 116 - 117- 118




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