GAETA tra arte e storia

GAETA E I SARACENI


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si88001-06-0880GaetaTeanostoriaGaetani, Napoletani e Saraceni sconfiggono i cugini di Pandonolfo di Capua a Pilo (Teano) e ne conquistano il castello.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88123-08-0881GaetaTeanostoriaGli alleati di Pandonolfo riconquistano Pilo (precedentemente rioccupata dagli avversari).
La vicenda sta per concludersi con la vittoria completa del papa, che è riuscito a sgretolare ala compagine avversaria.
Napoli, allora, passa nel campo avversario, comincia a sostenere i cugini di Pandonolfo e fa venire dalla Sicilia una numerosa e feroce banda di Saraceni che viene accampata ai piedi del Vesuvio.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si884GaetaTeanostoriaGaetani e Saraceni assaltano Teano ma, contrastati energicamente da Landone, vengono sconfitti e 115 Saraceni sono trucidati.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 82-83)

(Coincide con analoga informazione dell '885?)


R. Tucciarone (1991)
si839TarantostoriaI saraceni occupano Taranto e progettano di occupare anche Bari

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 24)


R.Tucciarone (1991)
si119924-11-1199Sicilia, RomastoriaNr. 2 epistole di Papa Innocenzo III nelle quali descrive come Marcovaldo si è alleato con i Saraceni per conquistare la Sicilia.

(Historia Diplomatica Frederici Secundi - Huillard Breholles, Albertis de Luynes - 1852)


Huillard Breholles, Albertis de Luynes (1852)apri documento
si82715-06-0827SiciliastoriaUna flotta di 70 navi saracene salpa dalla Tunisia, con 700 cavalieri e 10.000 fanti. Approda in Sicilia a Mazara e inizia la conquista dell'isola.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 21)
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


R.Tucciarone (1991) - P. e M. Corbo (1985)
si120600-09-1206GaetaSiciliastoriaLettera di Innocenzo III

(Historia Diplomatica Frederici Secundi - Huillard Breholles, Albertis de Luynes - 1852)


Huillard Breholles, Albertis de Luynes (1852)apri documento
si888Salerno, NocerastoriaIl principe di Salerno Guaimario I respinge un invasione da parte dei saraceni e li sbaraglia presso Nocera

si871Salerno, Napoli, Banevento, CapuastoriaLe soldatesche di Abd Allah, in numero di 20.000, cingono d'assedio Salerno e si spingono alle porte di Napoli, Benevento e Capua.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 46)


R.Tucciarone (1991)
si98100-03-0981Salerno, Amalfi, Benvento, CapuastoriaMuore Pandolfo Capodiferro e suo figlio Pandolfo II è principe di Salerno. Riesce a mantenere il potere solo per pochi mesi poichè viene spodestato già nel 981 da Mansone I di Amalfi.
L'altro figlio di Pandolfo, Landolfo riceve i pricipati di Benevento e Capua.
Entrambi i fratelli moriranno il 13 luglio 982 nella battaglia di Capo Colonna, nei pressi di Crotone e combattuta tra le forze dell’Imperatore Ottone II e i Longobardi, da un lato, e, dall'altro, quelle di Abu al-Qasim, Emiro della Sicilia della dinastia dei Kalbiti.


si871SalernostoriaNell'871-72, Salerno subì un lungo assedio da parte dei musulmani e malgrado la forte resistenza del principe Guaiferio, la città riuscì a liberarsi solo grazie all'intervento dell'imperatore Ludovico II, che ottenne in ostaggio i figli del principe quale pegno di fedeltà.

si88111-10-0881S.Vincenzo al VolturnostoriaI saraceni, guidati da Sawdan, distruggono totalmente il monastero di S. Vincenzo al Volturno. I danni sono tali che i monaci superstiti si rifugiano a Capua e nel vecchio monastero non si registrano tracce di vita religiosa per oltre 30 anni.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 80)


R.Tucciarone (1991)
si860S. Vincenzo al VolturnostoriaIntere città e paesi vengono assaliti dai saraceni di Sawdan.
Telese, Alife, Sepino, Boiano, Isernia, Venafro, Conza furono devastati.
Il monastero di S. Vincenzo al Volturno, viene profanato e devastato; le provviste gettate nel fiume. Sawdan, beveva nei sacri calici e si faceva incensare con i turiboli d'oro; richiese ai monaci 3000 monete d'oro per non incendiare il monastero e ai frati, non rimase che raccogliere la somma.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 43)


R.Tucciarone (1991)
si84710-04-0847RomastoriaViene eletto papa Leone IV.
Eletto in gran fretta perchè oltre alle devastazioni effettuate dai saraceni, dovette immediatamente fronteggiare un terremoto e un incendio del Borgo, le cui fiamme arrivarono a lambire S. Pietro.


Claudio Rendina - I Papi - 1996
si87230-12-0872Gaeta, TerracinaRomastoria(872-882) Papa Giovanni VIII compie lo sforzo maggiore, mai compiuto dalla chiesa, per estendere il suo potere temporale al sud.
Le città marinare, soprattutto, reagiscono alleandosi o rendendo ancora più salde le loro alleanze con i saraceni.
Se la costiera amalfitana pullula di saraceni, dal Garigliano al Circeo si sentono come a casa loro: a detta del papa medesimo, le loro navi sono regolarmente nel porto di Terracina,

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 46)


P. e M. Corbo (1985) - R.Tucciarone (1991)
si876RomastoriaNavi pontificie sono munite di pergamene con frasi in arabo invocanti la protezione di Allah, quale necessario lasciapassare nel Tirreno e nel Mediterraneo, in accordo con le richieste di Abd Al-Mailk.
A tal proposito si ha notizia di una bolla di Giovanni VIII.


si87609-09-0876RomastoriaDa una lettera di papa Giovanni VIII, in data 9 settembre 876 a Bosone, vicario imperiale in Italia, si rileva che i Saraceni risalivano in barca il Tevere, indi a piedi o a cavallo scorrazzavano per tutta la campagna romana fino a Velletri, e varcato l’Aniene, anda- vano a depredare la Sabina. «Tra non molto» diceva il pontefice, «verranno ad assalirci in Roma poiché stanno armando cento legni e quindici navi da traghettare cavalli»

(R. Panetta, I Saraceni in Italia, ed. Mursia 1998, p. 118).


si87615-10-0876RomastoriaIl 15 ottobre dell’876 il papa scrive a Carlo lamentandosi delle distruzioni arrecate dagli Arabi (P. Fedele, Di un preteso dominio di Giovanni VIII sul Ducato di Gaeta, Roma 1896, p. 23): «il sangue dei Cristiani scorre attorno… ogni luogo è ripieno di ruine e di stragi. Chi sfugge alla spada, cade in mezzo alle fiamme… Le città, i castelli, le campagne sono deserte di abitatori e divenute covili di fiere: i vescovi erano fuggiaschi in lontane parti, e le genti derelitte omai non trovano altro rifugio che nelle mura di Roma… Siede triste la città signora delle provincie, anzi è prossima a ruina…»

si87700-02-0877RomastoriaGiovanni VIII scrive due lettere a Carlo il Calvo affermando che i saraceni hanno occupato i passi dell'Aniene da Tivoli a Roma e saccheggiano la Sabina.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 51)


R.Tucciarone (1991)
si87800-04-0878RomastoriaIl Papa, impegnato nella lotta per la successione imperiale, decide di stipulare una tregua con i saraceni, pagando un tributo di 25.000 mancusi d'argento.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 67)


R.Tucciarone (1991)
si87730-05-0877TraettoRavennastoriaPapa Giovanni VIII, scrive all'arcivescovo di Ravenna, affermando che avendo la necessità di far sciogliere la lega di alleanze tra Napoletani e Saraceni, era costretto a recarsi inderogabilmente a Traetto e che quindi non gli è più possibile partecipare al sinodo già convocato a Ravenna.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 57)


R.Tucciarone (1991)
si840Puglia, CampaniastoriaI saraceni occupano Capo Miseno

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si84626-08-0846Gaeta, Formia, Fondi, Terracina, MontecassinoPriverno, RomastoriaI saraceni risalgono il Tevere, raggiungono Roma e saccheggiano la chiesa di S. Pietro e quella di S. Paolo dopo aver sconfitto truppe sassoni e frisoni, schiere franche e milizie Romane.
L'invasore subisce uno smacco a S.Paolo e temendo di rimanere isolato rinuncia all'assedio dell'Urbe e percorre tutta l'Appia fino a Gaeta.
Saccheggiano Priverno e Terracina, distruggono Fondi e Formia e minacciano Montecassino.
Distruggono il monastero di S. Erasmo a Formia
Contemporaneamente la flotta si dirige nel Golfo di Gaeta.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 28-30)


P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si831PalermostoriaI saraceni si impadroniscono di Palermo

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 21)


R.Tucciarone (1991)
si84623-08-0846Ostia, Porto, RomastoriaGiunge ad Ostia un'armata araba, forte di 73 navi, 11.000 combattenti, 500 cavalli.
Distrugge le guarnigioni di Ostia e Porto e occupa le due cittadine quasi deserte.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag 28)


P. e M. Corbo (1985) - R.Tucciarone (1991)
si849GaetaOstiastoriaUna flotta di Napoletani, Amalfitani e Gaetani distruggono ad Ostia una grande armata araba proveniente dalla Sardegna e salvano Roma.
Prigionieri saraceni lavoreranno alle mura leonine di Roma


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88101-09-0881Napoli, Capua, SalernostoriaLa banda di Saraceni del Vesuvio si abbandona a saccheggi e violenze; i signori di Capua, Salerno e Napoli, ritrovata un'intesa, l'aggrediscono e riescono a sloggiarla. I Saraceni si rifugiano ad Agropoli.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si87700-03-0877GaetaNapoli, CapuastoriaGiovanni VIII scrive a tutti i vescovi e arcivescovi, compreso il vescovo di Capua, Landolfo, per informarli di aver ricevuto notizie da Docibile di Gaeta e Sergio di Napoli i quali lo assicurano di essersi pentiti dell'allenza con i Saraceni.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 56)


R.Tucciarone (1991)
si846GaetaNapoli, Amalfi, SorrentostoriaNapoli, Amalfi, Gaeta e Sorrento formano una lega per combattere i Saraceni nel Tirreno

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si875GaetaNapoli, Amalfi, Salernostoria(874 - 875) Gaeta, Napoli, Amalfi e Salerno, gelose della propria indipendenza, non accettano la politica pontificia e, alleate coi Saraceni, compiono azioni belliche contro le stesse coste laziali, sbarcando sui lidi di Roma. (Erchemperto in Historia Langoberdorum)

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 47)


P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si835Napoli, AmalfistoriaAndrea, duca di Napoli è impegnato nella guerra contro Sicardo principe di Benevento, che cerca uno sbocco sul Tirreno attraverso l'occupazione di Amalfi o di Napoli. Non riuscedo a contenere l'assedio di Sicardo, chiede aiuto ai saraceni di Palermo suoi alleati.
E' la prima volta che nuclei di mercenari saraceni sono assoldati nelle diatribe tra principi italiani.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 23)


R.Tucciarone (1991)
si87901-09-0879GaetaNapoli, AmalfistoriaFallito il tentativo pontificio di riappacificare il ducato di Capua e scoppiate le ostilità tra le parti, Gaeta e Amalfi accorrono in aiuto di Napoli.
Le città marinare assoldano bande saracene e le gettano nella mischia.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si87901-11-0879GaetaNapoli, AmalfistoriaIl papa minaccia l'anatema contro vescovi e signori delle città di Napoli, Amalfi e Gaeta se, entro il 1 dicembre, non romperanno i rapporti con i Saraceni

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si835NapolistoriaUna moneta d'oro coniata dal duca di Napoli, farebbe esplicito riferimento all'alleanza dei Napoletani con i Saraceni: nella moneta, il nome di Andrea è circondato da lettere arabe.
L'allenza tra Napoletani e Saraceni genera un notevole scambio commerciale che oltre alle merci, comprende gli schiavi, che i Napoletani comprano negli stati limitrofi e vendono nei mercati del Magreb.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 23,24)


R.Tucciarone (1991)
si83604-07-0836NapolistoriaTrattato di pace tra Sicardo, principe di Benevento e Andrea, duca di Napoli. Il trattato prevede tra l'altro il divieto ai Napoletani di comprare sudditi longobardi e rivenderli dall'altra parte del mare

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 24)


R.Tucciarone (1991)
si87600-09-0876NapolistoriaIl pontefice informa Attanasio, vescovo di Napoli e suo fratello Sergio che avrebbe riunito a congresso tutti i vescovi italiani per ratificare la scomunica del Duca Sergio qualora non si fosse staccato dall'alleanza con i saraceni.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 53)


R.Tucciarone (1991)
si880GaetaNapolistoriaAtanasio di Napoli, considerata la politica espansionistica del Papa con le sue ingerenze nel ducato di Capua, nonchè la presenza della flotta Bizantina nel golfo di Gaeta, temendo per la propria indipendenza, assolda i Saraceni di Sicilia e li fa stabilire alle falde del Vesuvio.
Anche Docibile di Gaeta, spinto dalle stesse motivazioni, riprende i suoi rapporti di amicizia con i Saraceni

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 68-69)


R.Tucciarone (1991)
si842MessinastoriaI saraceni si impadroniscono di Messina.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 21)


R.Tucciarone (1991)
si866GaetaMeridionestoria(866 - 871) L'imperatore Ludovico II compie la quinta spedizione nel Meridione. E' il suo sforzo maggiore per eliminare i Saraceni e ridurre in suoi vassalli i potenti meridionali

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


P. e M. Corbo (1985)
si81200-07-0812GaetaLampedusastoriaI Gaetani partecipano con le proprie navi alla battaglia di Lampedusa tra una flotta bizantina ed una saracena. Nel far ciò agiscono in piena autonomia e difformemente dal duca Antimo di Napoli. Anche Amalfi invia proprie navi.

(Lettera di Leone III a Carlo Magno)
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991)


Lettera di Leone III (812) - P. e M. Corbo (1985) R. Tucciarone (1991)apri documento
si81218-08-0812Gaeta, PonzaIschiastoriaDal 18 al 21 Agosto, i saraceni, saccheggiano Ponza e Ischia. Depredano tutto e uccidono chiunque non venga portato via come schiavo. Il bottino è così abbondante che decidono di lasciare e uccidere i propri cavalli, per far posto nelle stive.

(Lettera di Leone III a Carlo Magno)
(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


Lettera di Leone III (812) - P. e M. Corbo (1985)apri documento
si828Ponza, ZannoneIschiastoriaI saraceni occupano Ischia, Ponza e Zannone, facendone le basi delle loro scorrerie contro le città tirreniche.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 22)


R.Tucciarone (1991)
si71701-08-0717CostantinopolistoriaDall'agosto del 717 all'agosto del 718, gli Arabi assediano Costantinopoli. Rotto l'assedio, Leone III Isaurico, negli anni successivi, respinge gli invasori fuori dell'Europa e dell'Anatolia. Nello stesso periodo, gli Arabi conquistano la Spagna e dilagano nel Tirreno

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si910GariglianoCostantinopolistoriaL'imperatore Leone VI decide di mandare in Italia lo statego Nicolò Pincigli, munito dei più ampi poteri per risolvere i problemi connessi alla presenza saracena al Garigliano

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si84610-08-0846Corsica; RomastoriaAdelberto, governatore della Corsica, invia una lettera al Pontefice avvertendolo che una flotta saracena composta da 73 navi e 500 cavalli è diretta verso Roma.
Consiglia di porre al sicuro i tesori di S. Pietro e S. Paolo
Non viene creduto.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 27)


R. Tucciarone (1991)
si828CivitavecchiastoriaI saraceni distruggono Cencelle o Centocelle (Civitavecchia)

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 22)


R.Tucciarone (1991)
si909GariglianoCapua, CostantinopolistoriaAtenolfo di Capua manda il figlio Landolfo a Costantinopoli, per chiedere l'intervento bizantino contro i saraceni del Garigliano. Leone VI il saggio promette il suo aiuto.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si841CapuastoriaSaccheggio e distruzione di Capua Vetere da parte dei Saraceni. La città non si riprenderà più.

si860MontecassinoCapuastoriaSawdan raggiunge Capua e, fatta razzia di animali, uomini e cose, pose l'accampamento presso Teano da dove poi si inoltrò verso Montecassino.
L'abate Bertario trattò un riscatto di 3000 monete d'oro e Sawdan si diresse verso Castel di Conza, che assediò per circa 40 gg senza però riuscire ad espugnarlo.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 44)


R.Tucciarone (1991)
si885GaetaCapuastoriaContinuano le ostilità tra Gaeta e Capua; Docibile spedisce una banda di 120 saraceni contro Landone II di Capua; la banda è quasi completamente annientata

(Coincide con analoga informazione dell'884?)


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si887GaetaCapuastoriaIl conte Atenolfo di Capua, riunito nelle sue mani il dominio capuano, manda l'abate di S. Vincenzo al Volturno e il Diacono Dauferio da Papa Stefano V per offrirgli la sudditanza, trattare la restituzione dei prigionieri gaetani e ottenere l'intervento armato della Chiesa contro i Saraceni. Il papa lascia cadere ogni proposta.
Tale atto ha il recondito significato che, per Atenolfo, Gaeta e quindi i Gaetani, erano sottoposti al dominio pontificio, quindi è lui che deve riscattarli.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si877CampaniastoriaI saraceni, partendo da Cetara (in cui si erano insediati nell'812) operano frequenti incursioni sulla penisola sorrentina e sui paesi del golfo di Salerno, giungendo fino a Paestum ed Agropoli.
Secondo la tradizione, gli abitanti di Paestum, per sfuggire ai saraceni, abbandonano la propria città e fondano Positano.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 53)


R.Tucciarone (1991)
si852Calabria, CampaniastoriaAl-Abbas, decide di vendicare la morte di Abu Massar e saccheggia e distrugge molte città della Campania e della Calabria.
Le teste degli abitanti vengono inviate all'emiro di Palermo.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 41)


R.Tucciarone (1991)
si839CalabriastoriaI saraceni invadono la Calabria

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si838BrindisistoriaI saraceni, aiutati dai Napoletani, assaltano la costa longobarda pugliese; occupano Brindisi senza incontrare resistenza.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 24)


P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si841Benevento, SalernostoriaNella sua lotta contro Siconolfo, Radelchi chiama in aiuto i saraceni. Subito dopo il rivale si comporta nello stesso modo.

si851MontecassinoBeneventostoriaRadelchi, stanco dei soprusi di Abu Massar decide di liberarsene e si rivolge a Montecassino per chiedere l'intervento dell'imperatore Ludovico.
Questi, raggiunto Benevento con Guido da Spoleto, si fa consegnare da Radelchi tutti i saraceni presenti, compreso Abu Massar, e li uccide tutti senza pietà.


si860BeneventostoriaSawdan saccheggia e incendia il Monastero di S. Modesto di Benevento.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 42)


R.Tucciarone (1991)
si87701-02-0877BeneventostoriaPapa Giovanni VIII invia una lettera ad Ajone, vescovo di Benevento, per sensibilizzarlo alla lotta contro i saraceni e per esortarlo ad ammonire suo fratello Adelgiso, duca della città, ad unirsi a tutti i principi cristiani per liberare l'Italia dalla morsa degli infedeli.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 52)


R.Tucciarone (1991)
si839BaristoriaI saraceni occupano Bari, per mano di Hayah, liberto dell'emiro aghlabita, al-Aghlab che governò a Qayrawan dal 10-06-0838 al 18-02-0841

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 25)


R.Tucciarone (1991)
si852BaristoriaLudovico marcia alla volta di Bari.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 41)


R.Tucciarone (1991)
si852BaristoriaIl troppo mite e religioso Mufarrag viene assassinato dagli stessi saraceni e l'emirato passò nelle mani di Sawdan, terzo e ultimo emiro di Bari e uno dei più spietati condottieri dell'Islam

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 42)


R.Tucciarone (1991)
si87103-02-0871BaristoriaForze congiunte di Ludovico II e Basile I pongono fine alla signoria degli emiri arabi di Bari.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 46)


R.Tucciarone (1991)
si88300-11-0883Garigliano, Fondi, TerracinaAnagni, VerolistoriaI saraceni del Garigliano, guidati da Mamuca, saccheggiano Fondi e Terracina.
Si spingono ad Anagni che, assediata, accetta di pagare un ingente tributo in oro.
Non paghi, raggiungono Veroli, uccidono i maggiorenti della città e si insediano nella chiesa di S. Andrea, adibendo la cripta a stalla.
Trafugano le reliquie di S. Magno e le vendono ai cittadini di Anagni, dove ancora oggi si trovano.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 84)


R. Tucciarone (1991)
si820GaetastoriaI saraceni compiono una prima scorreria contro Gaeta, ma il Castrum respinge l'attacco

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si839Montecassino, S. ApollinarestoriaIl centro di S. Apollinare viene devastato dai saraceni al punto da dover essere riedificato. Viene eretto il castello introrno al quale si raduna parte della popolazione sparsa nel circondario

si846Ischia, Licosa, PonzastoriaI saraceni si preparano a vaste azioni nel Tirreno; saccheggiano Ischia e costituiscono le basi di Licosa e Ponza

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si846Licosa, PonzastoriaLa lega formata da Napoli, Amalfi, Gaeta e Sorrento elimina le basi saracene di Ponza e Licosa

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si846CampaniastoriaLa lega costituita da Napoli, Gaeta, Amalfi e Sorrento sconfigge una grossa banda di Saraceni, che dopo aver distrutto la guarnigione di Capo Miseno, ha depredato e saccheggiato la campagna napoletana.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si846Montecassino, S. Giorgio al LiristoriaI saraceni distruggono la cella di S. Giorgio

si84600-09-0846GaetastoriaI saraceni provenienti da Roma, assediano Gaeta da settembre a novembre.
L'ipata COSTANTINO e suo figlio MARINO, chiedono aiuto ai confederati di Napoli e Amalfi.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 -pag 34)


P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si84610-11-0846Itri, Gaeta, S. Apollinare, S. Andrea al Garigliano, MontecassinostoriaL'esercito franco, chiamato dal papa contro i saraceni e guidato da Guido di Spoleto nonchè dai vescovi Pietro e Anselmo, viene affrontato dai saraceni lungo la via Appia, nell'attraversamento delle gole di Itri.
I franchi cercarono scampo nella fuga e i saraceni, pur continuando a tenere d'assedio Gaeta, li inseguono fino al Garigliano.
Incoraggiati dal successo, proseguono fino a Villa sul Garigliano incendiandone la chiesa e raggiungono S. Apollinare accampandosi in località Albiano.
Rinunciano ad attaccare il monastero di Montecassino solo per l'ora tarda.

Gli abitanti sopravvissuti di Villa del Garigliano ricostruiscono il paese con il nome di Castrum S. Andreae

(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag 32)


R. Tucciarone (1991)
si84611-11-0846Montecassino, S. Giorgio, Esperia, Fratte, Spigno.storiaUn violento temporale ingrossa le acque del Garigliano, bloccando i Saraceni che volevano attaccare Montecassino.
Gli Arabi si rifanno distruggendo la chiesa di S. Giorgio e quella di S. Stefano (Esperia), nonchè devastando i territori di Fratte (Ausonia) e Spigno, mentre ritornano a Gaeta.

Leone Ostiense riporta che: '... sicut sunt barbarae imitisque naturae fremetes, dentibusque stridentes, digitos sibi coeperunt manusque prae furore corrodere. Cellas itaque huius coenobii, sanctorum martyrum Georgii ac Stefani vucabulis insignitas, igne succedentes, per Duos Leones, ad castra sua Caietam reversi sunt .. '

(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag 33)
(Leone Ostiense - Chronica Monasterii Casinensins - pag. 600)


R. Tucciarone (1991) - Leone Ostiense
si84620-11-0846GaetastoriaI Gaetani, con l'aiuto dei Napoletani e Amalfitani, riescono a rompere l'assedio dei saraceni i quali decidono di andarsene.
A causa delle avverse condizioni del tempo chiedono e ottengono di poter attendere in rada che le condizioni del mare consentano la partenza.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 34)


R. Tucciarone (1991)
si851MontecassinostoriaAbu Massar, che fino a quel momento aveva goduto dell'appoggio di Benevento, impersevera lungo la valle del Volturno, del Liri e del Sacco, seminando terrore, saccheggianfo villaggi e facendo schiavi.

si852MontecassinostoriaL'abate di Montecassino Bassacio insieme con quello di S. Vincenzo al Volturno, per far fronte al dilagante pericolo saraceno, supplicano l'imperatore Ludovico di scendere di nuovo in Italia meridionale.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 41)


R.Tucciarone (1991)
si86826-06-0868GaetastoriaUna potente flotta saracena, partita da Palermo al comando di Muhammad Ibn Khafagia approdò presso la foce del Garigliano e assediò, senza esito, Gaeta.
A settembre, a corto di rifornimenti ma dopo aver devastato tutto il territorio, fecero ritorno in Sicilia.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 45)


P. e M. (1985) - R. Tucciarone (1991)
si874Fondi, TerracinastoriaPapa Giovanni VIII libera Fondi e Terracina invase dai Saraceni

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


P. e M. Corbo (1985)
si87709-04-0877GaetastoriaGiovanni VIII con una lettera pontificia invita Docibile e Giovanni a realizzare le personali promesse a far si che anche i propri concittadini rompano l'alleanza con i Saraceni

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 56)


P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si87716-06-0877TraettostoriaPapa Giovanni VIII giunge a Traetto e risiede presso la chiesa di S. Pietro

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 58)


R.Tucciarone (1991)
si87724-06-0877TraettostoriaCongresso di Traetto dal 24 al 27 Giugno.
Vi presenziarono papa Giovanni VIII, Docibile ipata di Gaeta, Sergio duca di Napoli, Guaiferio principe di Salerno e Pulcari prefetturio di Amalfi.
Il papa ottenne scarsi risultati: riuscì a coinvolgere Guaiferio di Salerno e Pulcari di Amalfi, ma solo dietro forti compensi di denaro (dai documenti dell’epoca si evince che a quest’ ultimo furono promessi 10.000 mancusi). Il duca di Napoli Sergio avrebbe rifiutato, in quanto dall’alleanza con gli Arabi traeva enormi vantaggi commerciali e una sorta di deterrente contro le mire espansionistiche dei Bizantini, ricevendo la scomunica del papa.
Non si hanno notizie di offerte a Docibile




P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88101-12-0881Gaeta, FondistoriaI Gaetani ridotti alla disperazione dall'invasione dei Capuani, assoldano la banda di Saraceni che si era rifugiata ad Agropoli, la portano al largo della costa fondana e, risalito il canale S. Anastasia (emissario di levante del lago), la scaricano sul territorio di Fondi, perchè elimini il presidio pontificio di quella città e poi, proseguendo per l'Appia, respinga i capuani oltre il Garigliano.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si882GaetastoriaA seguito della scorreria dei saraceni, il Papa cambia politica e nomina Docibile e suo figlio Giovanni Rectores Patrimonio Caietano ed affida loro anche il ducato e la città di Fondi

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si882GaetastoriaDocibile e i Gaetani non riescono ad imporre il pacifico ritiro della banda dei Saraceni; devono allora affrontarla con le armi e lo scontro è molto sanguinoso.
Agli scontri scontri prendono parte anche le truppe dell'abate Bertario. Leone Ostiense riporta che molti gaetani furono uccisi e/o fatti prigionieri.
Alla fine i Saraceni si stanziano alla foce del Garigliano, stabilendo uno status di buon vicinato con Gaeta che durerà 33 anni. La colonia araba vivrà soprattutto di traffici e razzie che investiranno principalmente le terre capuane; ciò perpetuerà lo stato di conflitto tra Gaeta e Capua che durerà fino al 915.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88304-09-0883MontecassinostoriaI Saraceni di stanza presso il fiume Garigliano, guidati dal loro capo Mamuca, depredano il monastero di Montecassino consegnandolo poi alle fiamme.
I monaci si rifugiano nella chiesa di San Salvatore, presso il centro abitato di Eulogimenopoli (attuale Cassino)

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 82-83)


R. Tucciarone (1991)
si88322-10-0883MontecassinostoriaI saraceni, tornano a Montecassino e assaltano anche la chiesa di S. Salvatore.
L'abate Bertario viene barbaramente ucciso e la chiesa data alle fiamme.
I monaci si trasferiscono prima a Teano e poi a Capua, portando con sè il papiro della Regola, ma molti manoscritti vanno irrimediabilmente perduti.
Il definitivo ritorno a Montecassino della comunità si realizzò soltanto parecchi anni dopo sotto il governo dell’abate Aligerno (948-985).

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 83)


R. Tucciarone (1991)
si884GariglianostoriaLa colonia saracena del Garigliano (2500 uomini) accorre in aiuto delle guarnigioni arabe della Calabria assediate dai Bizantini. Restano presso Docibile 150 uomini.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si903Gaeta, GariglianostoriaBattaglia di Setra sul Garigliano. Capuani, Napoletani e Amalfitani attaccano la colonia saracena. I Gaetani accorrono in aiuto dei saraceni e l'attacco è respinto

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si91501-06-0915GariglianostoriaBattaglia del Garigliano contro i saraceni. Napoletani, Capuani e Gaetani attaccano e distruggono la colonia.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si97900-10-0979Gaeta, FondistoriaMARINO II e GIOVANNI III, sollecitati anche da 'omnes nobiles parentesque gaiete nostros' , donano a Giovanni, abate del monastero di S. Magno e di quello di S. Michele Arcangelo entrambi a Fondi, le terre comprese tra monte Arcano, la via Appia, monte Acquaviva e la strada fontanelle di S. Marco. Tutte le terre sono ubicate nel territorio di Fondi, al confine settendrionale del ducato (si tratta di circa 2000 ha, che costituiscono una zona cuscinetto tra stato della Chiesa e ducato di Gaeta).

Poco dopo, Mansone, cugino di Pandolfo Capodiferro, diventa abate di S. Magno.

Dal documento si nota che:
- Marino e Giovanni si denominano duchi di Fondi e Gaeta
- nel territorio donato sono presenti chiese 'riconsacrate e sconsacrate', segno della distruzione o profanazione da parte dei saraceni quando impervesavano nel territorio, per cui alcune vennero riconsacrate e altre abbandonate.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXIV




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