GAETA tra arte e storia

IL PERIODO DI LANDONE I (966-978)


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si966GaetastoriaE' vescovo di Gaeta LANDO o LANDONE, appartenente alla famiglia ducale. Sarà vescovo fino al 972.

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si966GaetastoriaProbabile fine del ducato di GREGORIO che, pur avendo tre figli (Docibile, Gregorio e Landolfo) non ha associato nessuno.
Il ducato passa ad un LANDONE assoggettato a Pandolfo Capodiferro che terrà il ducato fino al 978
Nel 976 DOCIBILE, primogenito di Gregorio, è ricordato con il nome di Ipata; segno che la famiglia, spodestata, ha ripreso l'antico titolo.
Nei documenti del CDC del periodo di Landone, non si fa riferimento ad alcun duca, quindi la città non riconosce il duca imposto oppure Landone ha ottenuto un titolo 'onorifico' senza mai risiedere in città.


Federici - Degli antichi duchi e ipati di Gaeta - pag.120
si966GaetaCalvistoriail duca LANDONE dona ad Andrea, vescovo di Calvi e protetto di Pandolfo Capodiferro, il braccio destro di S. Casto il cui intero corpo era a Gaeta.
Il Federici riporta questa notizia dagli Atti dei Santi (Acta Sanctorum) dei Bollandisti, pag 28 anno 966 indizione IX
La tradizione vuole che in realtà il corpo di S. Casto fosse a Calvi e che Landone lo abbia trafugato portandolo a Gaeta; in seguito ne avrebbe resituito il solo braccio.


Federici - Degli antichi duchi e ipati di Gaeta - pag.120
si96707-06-0967MontecassinostoriaL'abate Aligerno il 7 giugno 967 ottiene con il beneplacito dell'imperatore Ottone I la concessione di un ampio privilegio da parte di Pandolfo I Capodiferro, principe di Capua e Benevento, il quale gli riconosce la facoltà di costruire torri e castelli in tutti i possedimenti monastici, senza interferenza alcuna da parte di privati o agenti pubblici

si968NapolistoriaDal 968 al 977 è duca di Napoli Marino II

si968Beneventostoria968–981 Landolfo IV, è co-reggente del principato di Benevento, unico principe per un breve periodo nel 981, poi duca di Capua (m.993)

si96911-12-0969CostantinopolistoriaFine del regno di Niceforo II Foca. Assassinato

si96912-12-0969CostantinopolistoriaInizio del regno di Giovanni I Tzimisces. Governano Giovanni I, Basilio II e Costantino VIII

si972Gaeta, MontecassinostoriaL'abbazia di Montecassino ottiene dal vescovo STEFANO la chiesa di S. Scolastica, per ospitare i monaci che si recano a Gaeta per fare acquisti.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si972GaetastoriaFine del Vescovato di LANDO o LANDONE

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si972GaetastoriaSTEFANO, da abate del Monastero Gaetano dei SS. Teodoro e Martino, è eletto vescovo di Gaeta. Lo è stato fino al 993

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si97200-03-0972Gaeta, TraettostoriaIl CDC riporta un documento relativo alla divisione del casale Rubiano gli eredi di Matrona, figlia di Giovanni I patrizio imperiale, che sposò il prefetturio Campolo.
Nel documento non si fa alcun riferimento al duca in carica.
Il casale è situato presso la sponda destra del Garigliano, dove un piccolo rio confluisce nell'Ausente


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXVII
si97206-09-0972RomastoriaFine del papato di Giovanni XIII. Fu sepolto nella basilica di S. Paolo.

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si97319-01-0973RomastoriaViene eletto papa Benedetto VI

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si97400-05-0974Gaeta, TraettostoriaIl CDC riporta un documento relativo alla divisione della terra di Marana tra gli eredi di Matrona, figlia di Giovanni I patrizio imperiale, che sposò il prefetturio Campolo.
Nel documento non si fa alcun riferimento al duca in carica.
La terra è, probabilmente, ubicata in corrispondenza della sponda destra del Garigliano e confinava con l'Appia


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXVIII
si97401-06-0974RomastoriaFine del papato di Benedetto VI. Deposto, fu probabilmente strangolato nel mese di luglio dal nuovo pontefice Benedetto VII

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si97402-06-0974RomastoriaViene eletto papa Benedetto VII

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si97400-07-0974Gaeta, TraettostoriaIl CDC riporta un documento relativo alla divisione di boschi tra gli eredi di Matrona, figlia di Giovanni I patrizio imperiale, che sposò il prefetturio Campolo.
Nel documento non si fa alcun riferimento al duca in carica.
I boschi sono lungo l'Ausente, nei pressi del 'ponte' e della 'strada selciata rotta'


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXIX
si976VeneziastoriaFine del dogato di Pietro IV Candiano

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si976VeneziastoriaViene eletto doge Pietro I Orseolo

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si97610-01-0976CostantinopolistoriaFine del regno di Giovanni I Tzimisces

si97611-01-0976CostantinopolistoriaInizio del regno di Basilio II. Governano Basilio II e Costantino VIII

si97610-02-0976Gaeta, Sperlonga, ZannonestoriaRedatto a Roma, il documento riporta l'accordo tra GIOVANNI, abate di S. Michele Arcangelo in Planciano e di S. Magno a Sperlonga, e il monaco Giorgio circa l'isola di Zannone.

Dal documento è possibile evincere che:
- Giovanni è abate in carica di S. Michele Arcangelo
- il monastero di S. Michele Arcangelo ha nelle sue disponibilità l'isola di Zannone e cospicui beni in Roma nella zona tra il Palatino e il Circo Massimo
- il monastero di S. Michele Arcangelo è proprietario anche del monastero di S. Magno di Sperlonga
- nel 976 a gestire la 'cosa pubblica' vi è Docibile, figlio primogenito del duca Gregorio, che non potendo fregiarsi del titolo di Duca usa quello più antico di Ipata.
- i due monasteri e la città di Gaeta sono ciascuno rappresentati da un testimone e il loro modo di firmare e approvare denota una notevole competenza in questioni legali e fa escludere che il titolo di 'ipata' sia un errore
- i beni assegnati al monaco Giorgio dovranno tornare in possesso dei rispettivi monasteri
- nel 1210, Pietro sarà abate di S. Michele Arcangelo - l'isola di Zannone appartiene territorialmente al ducato gaetano


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXX
si97600-06-0976GaetastoriaIl documento è relativo alla donazione di un terreno all'episcopato.

Si nota che:
- non è indicato il nome del duca
- è vescovo di Gaeta STEFANO
- il terreno è situato nel caseggiato detto Migliarina in località Fiumicello


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXI
si977NapolistoriaDal 977 al 998 è duca di Napoli Sergio III

si978VeneziastoriaFine del dogato di Pietro I Orseolo

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si978VeneziastoriaViene eletto doge Vitale Candiano

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si978Salernostoria978–981 Pandolfo I Capodiferro, è principe di Salerno. E' anche Principe di Benevento (dal 961) e Capua (dal 961), e Duca di Spoleto (dal 967). Assume il principato in qualità di tutore del figlio Pandolfo che era stato adottato da Gisulfo e Gemma; in realtà la sua è una vera usurpazione in quanto il figlio è maggiorenne e non ha bisogno di tutori

si97800-09-0978Gaeta, FondistoriaMARINO II, già duca di Fondi, diventa console e duca di Gaeta, riportando il ducato sotto il dominio della vecchia famiglia ducale.
Associa subito il figlio GIOVANNI III che, a sua volta, terrà il ducato fino al 1009 e sposerà Emilia, patrizia romana e donna energica che avrà un ruolo importante nel governo negli anni futuri.

Con lui ricomincia a funzionare la zecca cittadina che conia i primi follari, monete di rame per le piccole transizioni quotidiane.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si97801-12-0978Gaeta, MaranolastoriaMARINO II e suo figlio GIOVANNI III donano a Pietro, rettore di S. Michele Arcangelo su Monte Altino, la chiesa di S. Giovanni Battista e una cella sotto la cattedrale di Gaeta

Dal documento si evidenzia:
- Pietro è abate del monastero rupestre, ancora oggi esistente, nei pressi della statua del Redentore posta in cima a Monte Altino e alla cui base c'è Maranola. Il monastero fu edificato prima dell'830
- la chiesa di S. Giovanni Battista de Acquola è ai piedi del Monte Altino, lungo la strada che da Maranola porta alla cima, probabilmente in una località oggi denominata S. Giovanni dell'acqua
- la cella che viene donata era già in uso al monastero e ma il duca Giovanni II la ottenne scambiando con l'abate Rodoino un'altra cella e un terreno al fine di abbattere vecchia chiesa cattedrale (S. Maria del Parco) e costruirne una più grande. Ancora oggi, al fianco del campanile, vi sono dei piccoli locali dove è possibile vedere ciò che resta di queste celle
- la cella donata è ubicata sotto il pavimento della cattedrale, è lunga 3 metri, larga 2.5 metri e ha una porta che la collega alla via pubblica.
- Marino aveva sposato Maria, che nel 978 è però già morta
- Santa Eupuria ha un suo altare dentro la cattedrale; il culto di questa santa risale al tempo di Giovanni Patrizio Imperiale e di suo figlio Docibile II, mentre era vescovo Bono (914-932), quando venne ritrovato il corpo della santa sconosciuto fino a quel tempo.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXII
si97823-12-0978GaetastoriaI duchi MARINO II e GIOVANNI III donano ai nipoti e cugini (nipoti di Marino e cugini di Giovanni) Campolo e Giovanni, un mulino in località Fiumicello

Campolo e Giovanni sono nipoti di Marino II poichè il loro padre Docibile (figlio di Campolo Prefetturio e di Matrona sorella di Docibile II) era cugino dello stesso Marino.

Dal documento si evidenzia che:
- è redatto da Ranerio che si autodefinisce 'scriba civitatis et palatii' quindi è il notaio ufficiale anche della pubblica amministrazione
- Ranerio posiziona l'atto nel 'primo anno di Marino II e Giovanni II' quindi, considerato che l'indizione inizia il 1° settembre, i nuovi duchi sono in carica al massimo da 3-4 mesi.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXIII






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