GAETA tra arte e storia

IL PERIODO DI COSTANTINO E MARINO (839 - 867)


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si839CalabriastoriaI saraceni invadono la Calabria

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si839TarantostoriaI saraceni occupano Taranto e progettano di occupare anche Bari

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 24)


R.Tucciarone (1991)
si839BaristoriaI saraceni occupano Bari, per mano di Hayah, liberto dell'emiro aghlabita, al-Aghlab che governò a Qayrawan dal 10-06-0838 al 18-02-0841

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 25)


R.Tucciarone (1991)
si839Benevento, Salerno, AmalfistoriaSicardo, principe di Benevento viene assassinato in una congiura ordita dal suo tesoriere Radelchi e dagli amalfitani. Il popolo di Salerno, in opposizione a Radelchi, proclamò principe il fratello di Sicardo, Siconolfo, aprendo di fatto una lotta per la successione. Lo scontro fra i due pretendenti si protrasse per oltre dieci anni, nei quali Siconolfo trasferì a Salerno la capitale del principato beneventano.

si839Montecassino, S. ApollinarestoriaIl centro di S. Apollinare viene devastato dai saraceni al punto da dover essere riedificato. Viene eretto il castello introrno al quale si raduna parte della popolazione sparsa nel circondario

si839Beneventostoria839–850 Radelchi I è principe di Benevento

si83901-09-0839AmalfistoriaAmalfi si stacca dal ducato di Napoli dando luogo ad una repubblica

Comune di Amalfi
si83900-10-0839GaetaCostantinopoli, Napolistorial'IPATA COSTANTINO promette alla sorella Elisabetta e al nipote Teodosio una pensione di due moggi di frumento in cambio di due casali ricevuti

E' la prima volta che compare il titolo di Hypatos che identifica un funzionario bizantino, corrispondente al 'console'.
Costantino resterà al governo fino all'866 e assocerà il figlio Marino I.

Dal documento si evince che:
- è il nono anno in cui l'imperatore Teodosio governa da solo; anche in questo caso, come nel documento dell'830, sembrerebbe che la morte dell'imperatore Michele Balbo sia da riferirsi all'830 e non all'829 come comunemente riportato
- Elisabetta è definita 'gloriosa', titolo normalmente riservato alla famiglia ducale, probabilmente perchè imparentata con i duchi di Napoli essendo suocera di Teodosio prefetturio di Napoli
- Costantino in contemporanea con l'imperatore omaggia e saluta lo stratega Costantino e definisce Andrea, duca di Napoli, 'nostro domino', denotando in questo modo una situazione subalterna di Gaeta a Napoli, situazione che viene bilanciata e consolidata dai legami di matrimonio
- è firmato anche da Marino figlio di Costantino
- è firmato da Leone che si autodefinisce 'padrone di navi' e da Cristoforo 'mercante'; queste due figure, al fianco di altre di elevato rango, denotano l'importanza di queste attività nella città.



Codex Diplomaticus Cajetanus, IV, 839
si840Puglia, CampaniastoriaI saraceni occupano Capo Miseno

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si840GaetaAmalfi, SalernostoriaNella crisi dei poteri centrali di Costantinopoli e Roma e sotto l'incalzare dell'invasione musulmana emergono gli organismi indipendenti del Sud: Gaeta ha il suo ipata COSTANTINO, Amalfi ha il suo conte Pietro e Salerno ha il suo principe Siconolfo.
Questi organismi vengono ad aggiungersi agli antichi centri di Napoli e Benevento


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si840NapolistoriaDal 840 al 864 è duca di Napoli Sergio I, conte di Cuma.
Con Sergio il titolo diventa ereditario e Napoli diventa sempre più indipendente da Bisanzio.


si841TraettostoriaLa Chiesa di Roma da anche a GROSSO, Rettore del Patrimonium Caietanum, il titolo di Console

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si841CapuastoriaSaccheggio e distruzione di Capua Vetere da parte dei Saraceni. La città non si riprenderà più.

si841Benevento, SalernostoriaNella sua lotta contro Siconolfo, Radelchi chiama in aiuto i saraceni. Subito dopo il rivale si comporta nello stesso modo.

si842MessinastoriaI saraceni si impadroniscono di Messina.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 21)


R.Tucciarone (1991)
si842GaetastoriaLe reliquie di Sant'Erasmo vengono trasportate nella Chiesa di S. Maria del Parco a Gaeta

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985 e Vari
si84220-01-0842CostantinopolistoriaFine del regno di Teofilo

si84221-01-0842CostantinopolistoriaInizio del regno di Michele III

si84401-01-0844RomastoriaFine del papato di Gregorio IV. Fu sepolto in S. Pietro

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si84430-01-0844RomastoriaViene eletto papa Sergio II, grazie al sostegno del clero e della nobiltà, contro il diacono Giovanni appoggiato dal popolo. Durante il suo papato si incrementarono i fenomeni di nepotismo e simonia.

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si846Ischia, Licosa, PonzastoriaI saraceni si preparano a vaste azioni nel Tirreno; saccheggiano Ischia e costituiscono le basi di Licosa e Ponza

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si846GaetaNapoli, Amalfi, SorrentostoriaNapoli, Amalfi, Gaeta e Sorrento formano una lega per combattere i Saraceni nel Tirreno

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si846Licosa, PonzastoriaLa lega formata da Napoli, Amalfi, Gaeta e Sorrento elimina le basi saracene di Ponza e Licosa

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si846CampaniastoriaLa lega costituita da Napoli, Gaeta, Amalfi e Sorrento sconfigge una grossa banda di Saraceni, che dopo aver distrutto la guarnigione di Capo Miseno, ha depredato e saccheggiato la campagna napoletana.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si846Montecassino, S. Giorgio al LiristoriaI saraceni distruggono la cella di S. Giorgio

si84610-08-0846Corsica; RomastoriaAdelberto, governatore della Corsica, invia una lettera al Pontefice avvertendolo che una flotta saracena composta da 73 navi e 500 cavalli è diretta verso Roma.
Consiglia di porre al sicuro i tesori di S. Pietro e S. Paolo
Non viene creduto.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 27)


R. Tucciarone (1991)
si84623-08-0846Ostia, Porto, RomastoriaGiunge ad Ostia un'armata araba, forte di 73 navi, 11.000 combattenti, 500 cavalli.
Distrugge le guarnigioni di Ostia e Porto e occupa le due cittadine quasi deserte.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag 28)


P. e M. Corbo (1985) - R.Tucciarone (1991)
si84626-08-0846Gaeta, Formia, Fondi, Terracina, MontecassinoPriverno, RomastoriaI saraceni risalgono il Tevere, raggiungono Roma e saccheggiano la chiesa di S. Pietro e quella di S. Paolo dopo aver sconfitto truppe sassoni e frisoni, schiere franche e milizie Romane.
L'invasore subisce uno smacco a S.Paolo e temendo di rimanere isolato rinuncia all'assedio dell'Urbe e percorre tutta l'Appia fino a Gaeta.
Saccheggiano Priverno e Terracina, distruggono Fondi e Formia e minacciano Montecassino.
Distruggono il monastero di S. Erasmo a Formia
Contemporaneamente la flotta si dirige nel Golfo di Gaeta.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 28-30)


P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si84600-09-0846GaetastoriaI saraceni provenienti da Roma, assediano Gaeta da settembre a novembre.
L'ipata COSTANTINO e suo figlio MARINO, chiedono aiuto ai confederati di Napoli e Amalfi.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 -pag 34)


P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si84610-11-0846Itri, Gaeta, S. Apollinare, S. Andrea al Garigliano, MontecassinostoriaL'esercito franco, chiamato dal papa contro i saraceni e guidato da Guido di Spoleto nonchè dai vescovi Pietro e Anselmo, viene affrontato dai saraceni lungo la via Appia, nell'attraversamento delle gole di Itri.
I franchi cercarono scampo nella fuga e i saraceni, pur continuando a tenere d'assedio Gaeta, li inseguono fino al Garigliano.
Incoraggiati dal successo, proseguono fino a Villa sul Garigliano incendiandone la chiesa e raggiungono S. Apollinare accampandosi in località Albiano.
Rinunciano ad attaccare il monastero di Montecassino solo per l'ora tarda.

Gli abitanti sopravvissuti di Villa del Garigliano ricostruiscono il paese con il nome di Castrum S. Andreae

(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag 32)


R. Tucciarone (1991)
si84611-11-0846Montecassino, S. Giorgio, Esperia, Fratte, Spigno.storiaUn violento temporale ingrossa le acque del Garigliano, bloccando i Saraceni che volevano attaccare Montecassino.
Gli Arabi si rifanno distruggendo la chiesa di S. Giorgio e quella di S. Stefano (Esperia), nonchè devastando i territori di Fratte (Ausonia) e Spigno, mentre ritornano a Gaeta.

Leone Ostiense riporta che: '... sicut sunt barbarae imitisque naturae fremetes, dentibusque stridentes, digitos sibi coeperunt manusque prae furore corrodere. Cellas itaque huius coenobii, sanctorum martyrum Georgii ac Stefani vucabulis insignitas, igne succedentes, per Duos Leones, ad castra sua Caietam reversi sunt .. '

(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag 33)
(Leone Ostiense - Chronica Monasterii Casinensins - pag. 600)


R. Tucciarone (1991) - Leone Ostiense
si84620-11-0846GaetastoriaI Gaetani, con l'aiuto dei Napoletani e Amalfitani, riescono a rompere l'assedio dei saraceni i quali decidono di andarsene.
A causa delle avverse condizioni del tempo chiedono e ottengono di poter attendere in rada che le condizioni del mare consentano la partenza.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 34)


R. Tucciarone (1991)
si847MeridionestoriaLudovico II, re d'Italia compie la prima spedizione nel Sud

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si84727-01-0847RomastoriaFine del papato di Sergio II. Lasciò Roma in preda alla miseria e alla carestia e fu sepolto in S. Pietro

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si84710-04-0847RomastoriaViene eletto papa Leone IV.
Eletto in gran fretta perchè oltre alle devastazioni effettuate dai saraceni, dovette immediatamente fronteggiare un terremoto e un incendio del Borgo, le cui fiamme arrivarono a lambire S. Pietro.


Claudio Rendina - I Papi - 1996
si849Salerno, CapuastoriaSalerno si stacca da Capua

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si849GaetaOstiastoriaUna flotta di Napoletani, Amalfitani e Gaetani distruggono ad Ostia una grande armata araba proveniente dalla Sardegna e salvano Roma.
Prigionieri saraceni lavoreranno alle mura leonine di Roma


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si850Beneventostoria850-853 Radelgardo è principe di Benevento

si851Gaeta, Traetto, FondistoriaLa chiesa di Roma non parla più di Patrimonium Caietanum, ma di Patrimonium Traiectanum ed attribuisce al Rettore di questo patrimonio il titoli di Console e Duca. Più o meno nello stesso periodo viene creato dalla Chiesa il Ducato Fondano.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si851MontecassinostoriaAbu Massar, che fino a quel momento aveva goduto dell'appoggio di Benevento, impersevera lungo la valle del Volturno, del Liri e del Sacco, seminando terrore, saccheggianfo villaggi e facendo schiavi.

si851MontecassinoBeneventostoriaRadelchi, stanco dei soprusi di Abu Massar decide di liberarsene e si rivolge a Montecassino per chiedere l'intervento dell'imperatore Ludovico.
Questi, raggiunto Benevento con Guido da Spoleto, si fa consegnare da Radelchi tutti i saraceni presenti, compreso Abu Massar, e li uccide tutti senza pietà.


si851Salerno, Benevento, CapuastoriaLa controversia fra Siconolfo e Radelchi rendeva pericolosamente instabili gli equilibri politici del Mezzogiorno e suscitava preoccupazioni da parte dell'imperatore Ludovico II il Germanico, che nell'851 scese in Italia per pacificare le due parti dello scontro.
Il sovrano convalidò l'accordo di massima già intervenuto fra i pretendenti, ratificando il capitolare con cui si sanciva l'indipendenza del nuovo Principato di Salerno dal dominio beneventano. La Longobardia Minore fu divisa in due nuove entità statali e Siconolfo fu confermato Principe di Salerno dall'imperatore.
Secondo gli accordi, Salerno ebbe tra gli altri i castelli di Conza, Montella, Nusco, Avellino, Rota, Sarno, Cimitile, Furculo, Capua, Teano, Sora, Taranto, Latiniano, Cassano, Paestum, Cosenza, Laino, la Lucania e parte del feudo di Acerenza. A Benevento furono invece assegnati i territori del Sannio e quelli lucani di Melfi, Genzano, Forenza e Venosa. Parte della Calabria e della Puglia restarono invece in mano bizantina.


si851Salernostoria851–853 Sicone II è principe di Salerno. Non ancora maggiorenne viene messo sotto la tutela di Pietro di Salerno. Dopo due anni di co-reggenza Pietro usurpa il trono ed il giovane Sicone è costretto a fuggire al nord presso l'imperatore Ludovico II. L'imperatore tuttavia conferma il principato a Pietro

si852Calabria, CampaniastoriaAl-Abbas, decide di vendicare la morte di Abu Massar e saccheggia e distrugge molte città della Campania e della Calabria.
Le teste degli abitanti vengono inviate all'emiro di Palermo.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 41)


R.Tucciarone (1991)
si852MontecassinostoriaL'abate di Montecassino Bassacio insieme con quello di S. Vincenzo al Volturno, per far fronte al dilagante pericolo saraceno, supplicano l'imperatore Ludovico di scendere di nuovo in Italia meridionale.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 41)


R.Tucciarone (1991)
si852BaristoriaLudovico marcia alla volta di Bari.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 41)


R.Tucciarone (1991)
si852BaristoriaIl troppo mite e religioso Mufarrag viene assassinato dagli stessi saraceni e l'emirato passò nelle mani di Sawdan, terzo e ultimo emiro di Bari e uno dei più spietati condottieri dell'Islam

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 42)


R.Tucciarone (1991)
si853Gaeta, TraettostoriaIl vescovo TALARO, quando interviene al concilio indetto da Leone IV, si firma EPISCOPUS MINTURNENSIS, evidenziando che la sua sede è quella del Castrum Leopolis. Il concilio è quello durante il quale fu scomunicato Anastasio, cardinale prete del titolo di S. Marcello, che aveva abbandonato la sua chiesa per stabilirsi nella diocesi di Aquileia.

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si853Beneventostoria853–877 Adelchi è principe di Benevento

si853SalernostoriaPietro è principe di Salerno

si853Salernostoria853–861 Ademaro, succede al padre Pietro nel principato di Salerno. Il governo di Ademaro fu molto impopolare e reso debole dalle ambizioni autonomistiche di Capua

si85517-07-0855RomastoriaFine del papato di Leone IV. Fu sepolto in S. Pietro

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si85529-09-0855RomastoriaViene eletto papa Benedetto III, dopo che in maniera indebita era eletto e poi scacciato lo scomunicato Anastasio.

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si85600-04-0856MontecassinostoriaE' abate di Montecassino Bertario (aprile 856 - 22 ottobre 883 deceduto)
In vista del pericolo saraceno, rafforza le difese dell’arce e fonda ai piedi del monte una nuova città: Eulogimenopoli (città di Benedetto), che poco più tardi muta il nome grecizzante in quello di San Germano (attuale Cassino)


si858Aquino, SorastoriaCessione di Sora al duca di Spoleto; Aquino torna capoluogo del gastaldato del Liri.

si85817-04-0858RomastoriaFine del papato di Benedetto III

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si85824-04-0858RomastoriaViene eletto papa Nicola I il grande. Fu incoronato alla presenza dell'imperatore Ludovico II (che ne appoggiò l'elezione), in quel periodo presente a Roma.

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si859Aquino, PontecorvostoriaIl gastaldo Rodoaldo, in prospettiva di una rivendicazione di autonomia dal conte di Capua da cui dipende, costruisce un castello a Pontecorvo. Successori di Rodoaldo sono Magenolfo, Rodiperto e Atenolfo II Megalu.

si860BeneventostoriaSawdan saccheggia e incendia il Monastero di S. Modesto di Benevento.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 42)


R.Tucciarone (1991)
si860S. Vincenzo al VolturnostoriaIntere città e paesi vengono assaliti dai saraceni di Sawdan.
Telese, Alife, Sepino, Boiano, Isernia, Venafro, Conza furono devastati.
Il monastero di S. Vincenzo al Volturno, viene profanato e devastato; le provviste gettate nel fiume. Sawdan, beveva nei sacri calici e si faceva incensare con i turiboli d'oro; richiese ai monaci 3000 monete d'oro per non incendiare il monastero e ai frati, non rimase che raccogliere la somma.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 43)


R.Tucciarone (1991)
si860MontecassinoCapuastoriaSawdan raggiunge Capua e, fatta razzia di animali, uomini e cose, pose l'accampamento presso Teano da dove poi si inoltrò verso Montecassino.
L'abate Bertario trattò un riscatto di 3000 monete d'oro e Sawdan si diresse verso Castel di Conza, che assediò per circa 40 gg senza però riuscire ad espugnarlo.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 44)


R.Tucciarone (1991)
si861Gaeta, TraettostoriaIl vescovo GREGORIO, al concilio indetto da Niccolò I Magno in Vaticano, contro le decisioni di Lotario II che aveva ripudiato la moglie Teuteberga per sposare Gualdrada, si firma Vescovo di Traetto. Nel concilio viene sancita l'indissolubilità del matrimonio.

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si861Salernostoria861 Dauferio è principe di Salerno a seguito di una rivolta. E' immediatamente detronizzato dallo zio Guaiferio ed esiliato a Napoli con i fratelli.

si861Salernostoria861–880 Guaiferio zio di Dauferio, è principe di Salerno. Nell'877 associa il figlio Guamario

si864VeneziastoriaFine del dogato di Pietro Tradonico

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si864VeneziastoriaViene eletto doge Orso I Participazio

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si864NapolistoriaDal 864 al 870 è duca di Napoli Gregorio III

si866GaetaMeridionestoria(866 - 871) L'imperatore Ludovico II compie la quinta spedizione nel Meridione. E' il suo sforzo maggiore per eliminare i Saraceni e ridurre in suoi vassalli i potenti meridionali

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


P. e M. Corbo (1985)
si866Napolistoria(866-867) Ludovico II impiega il primo anno a ridurre all'obbedienza i signori locali. Solo Napoli si ribella e riesce ad evitare il vassallaggio.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


P. e M. Corbo (1985)
si866CostantinopolistoriaMichele III associa al governo Basilio I

si86600-06-0866Gaeta, MontecassinostoriaA Montecassino, dove sosta l'imperatore, sono invitati a prestare giuramento di vassallaggio i signori di varie città. E' molto probabile l'intervento degli ipati di Gaeta COSTANTINO e MARINO, che giurano fedeltà.
L'atto di Costantino e Marino avrà conseguenze per tutta la storia successiva di Gaeta: grazie a questo giuramento Ludovico considererà Gaeta come di propria appartenenza e quindi si riterrà in diritto di donarla al papa; quest'ultimo si riterrà quindi legittimato a considerare la cittadina come di sua pertinenza.
Tutto ciò si scontrerà con la politica dei cittadini gaetani, che non accetteranno mai di sottomersi al potere temporale del papa e darà luogo ad azioni anche molto drastiche e sanguinose.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I Saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 44)


P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si867GaetastoriaRAMFO o RAINULFO si definisce "episcopus sedis sanctae gaietanae ecclesiae" in una pergamena dell'archivio di Montecassino e riportata nel Codex Diplomaticus Caietanus p.I t.I n. XIII pag 22.
Sarà vescovo fino all'898

A partire da quest'anno il vescovo assume definitivamente il titolo di Vescovo della Santa Chiesa Gaetana e scompare dal titolo il nome di Formia.


A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si867GaetastoriaA seguito dell'atto di fedeltà a Ludovico II dell'866, COSTANTINO e MARINO vengono estromessi da potere. Al loro posto compare il prefetturio DOCIBILE, nominato dal duca di Napoli o dallo stratega bizantino.
Docibile è forse di origine bizantina, i cui genitori avevavo piccoli possedimenti a Pontone, nei pressi di Vindicio.
Docibile sposa Matrona, figlia o nipote di Costantino.
Sua figlia Eufemia, sposerà Stefano, prefetturio di Napoli tra il 906 e il 924, secondogenito di Gregorio IV patrizio bizantino e 5° duca di Napoli (898-915) e fratello di Giovanni II 6° duca di Napoli (915-919)
L'altra figlia Megalu sposerà il gastaldo di Aquino.


(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985 )
(G. Grimaldi - I Sergidi Duchi e sovrani di Napoli)


P. e M. Corbo (1985) - G. Grimaldi
si86724-09-0867CostantinopolistoriaFine del regno di Michele III, assassinato da Basilio I

si86725-09-0867CostantinopolistoriaInizio del regno di Basilio I il macedone (da solo)

si86713-11-0867RomastoriaFine del papato di Nicola I il grande. Fu sepolto in S. Pietro

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si86714-12-0867RomastoriaViene eletto papa Adriano II, appoggiato sia dal clero che dal popolo.

Claudio Rendina - I Papi - 1996






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