GAETA tra arte e storia

IL PERIODO DI GOFFREDO RIDELLO (1067-1084)


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crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente
si106700-05-1067Gaeta, TremensuolistoriaLeone, figlio di domino Giovanni Caraccio, lascia le corti di Costrano e Bellotta alla chiesa di S. Teodoro, altri terreni a S. Martino di Acquamundula, la corte di Tremensuoli al monastero di S. Angelo, altro alla cappella di S.Giorgio in S.Salvatore.

Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXXXIV
si106700-05-1067GaetastoriaViene nominato duca di Gaeta Goffredo Ridello, cavaliere normanno già conte di Pontecorvo.
Per conto del Guiscardo aveva combattuto i saraceni in Sicilia (1061) e conquistato Messina. Riccardo di Capua pur di averlo al proprio servizio gli concede il Ducato di Gaeta, ma Goffrdo subì sempre il fascino del Guiscardo e fu sempre pronto ad aiutarlo indipendentemente dalla posizine del suo diretto signore.
Ridello pur figurando per 16 anni nelle carte del CDC è troppo impegnato nelle lotte di potere tra i capi Normanni sia per risiedere in città che per influire sulla sua vita economica e sociale


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 20
si106722-05-1067CostantinopolistoriaFine del regno di Costantino X Ducas

si106723-05-1067CostantinopolistoriaInizio del regno di Eudocia Macrembolitissa.Moglie di Costantino

si106731-12-1067CostantinopolistoriaFine del regno di Eudocia Macrembolitissa

si106801-01-1068CostantinopolistoriaInizio del regno di Romano IV Diogene. Sposa Eudocia Macrembolitissa

si1070AquinostoriaMorto Guglielmo di Montreuil, il titolo ritorna al ceppo longobardo con Atenolfo VII.

si1071VeneziastoriaFine del dogato di Domenico Contarini

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si1071VeneziastoriaViene eletto doge Domenico Selvo

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si107100-06-1071Gaeta, VentotenestoriaSERGIO, discendente della famiglia ducale, lascia molti terreni e corti ai monasteri della Trinità, di S. Erasmo di Formia, S. Angelo e S. Maria.
Alla cattedrale lascia l'isola di Ventotene


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXLV
si107100-09-1071Fondi, MontecassinoTerracinastoriaGirardo, console di Fondi, e Lavinia sua moglie, donano all'abbazia di Montecassino:
- il monastero di S. Magno con tutte le sue vastissime pertinenze (più di 2000 ettari con seminativi, vigne, case e mulini)
- un quarto dei proventi delle pescherie
- il monastero di S. Mauro
- il monastero di S. Martino in Tirelle
- la chiesa di S. Andrea di Terracina
- la chiesa di S. Maria di Fondi
- la chiesa di S. Maria ad Fossa di Roma


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXLVII
si107100-10-1071Gaeta, MontecassinostoriaIl vescovo LEONE IV partecipa alla solenne consacrazione della Basilica di Montecassino con il Papa Alessandro II
In questo periodo l'abbazia ospita regolarmente oltre 200 monaci.
Sono presenti alla cerimonia l'allora arcidiacono Ildebrando di Soana (fututo papa Greogorio VII), dieci arcivescovi, quarantaquattro vescovi e numerosi nobili tra i quali Riccardo di Capua e suo figlio Giordano, Sergio duca di Napoli, Sergio duca di Sorrento, Pandolfo principe di Benevento, Gisulfo principe di Salerno, Rainolfo conte di Caiazzo


A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si107204-08-1072CostantinopolistoriaFine del regno di Romano IV Diogene

si107205-08-1072CostantinopolistoriaInizio del regno di Michele VII Ducas

si107205-10-1072Gaeta, Fondi, Montecassino, LenolastoriaLittefrida duca di Fondi, dona a Montecassino i castelli di Acquaviva, Vallecorsa, Ambrise (Lenola), Pastena, Campodimele, Vetera.
Cede anche i diritti sul monastero di S. Arcangelo e sulla pescheria di S. Anastasia


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCLII
si107300-01-1073Gaeta, MontecassinostoriaUna carta del CDC indica come duca di Gaeta, Giordano principe di Capua.
In essa Giordano dona a Montecassino il monastero di S. Erasmo con tutte le sue pertinenze


si107302-02-1073GaetaTranistoriaIl duca Goffredo Ridello partecipa alla conquista di Trani al fianco del Guiscardo

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 21
si107321-04-1073RomastoriaFine del papato di Alessandro II

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si107322-04-1073RomastoriaViene eletto papa Gregorio VII, al secolo nato Ildebrando Aldobrandeschi di Soana.
L'elezione ha luogo a furor di popolo il giorno dopo la morte del papa precedente. Solo il 22 maggio il nuovo papa riceve l'ordine sacerdotale, e il 30 giugno la consacrazione episcopale


Claudio Rendina - I Papi - 1996
si107300-06-1073GaetastoriaUna carta del CDC riporta nuovamente Giordano come duca di Gaeta

si1074Beneventostoria1056–1074 Pandolfo IV è principe di Benevento sotto la signoria papale

si107600-05-1076SalernostoriaSalerno è assediata dalle truppe comandate da Roberto il Guiscardo, cognato di Gisulfo II, e da Riccardo di Aversa. La città capitola dopo un'estenuante resistenza il 13 dicembre 1076.
Il principe Gisulfo II si arrende agli invasori l'anno successivo e il Principato, ultima roccaforte longobarda in Italia, crolla.
Salerno e i suoi domini vengono inglobati nel nuovo stato normanno e la città diviene capitale del Ducato di Puglia, Calabria e Sicilia, retto dal Guiscardo.


si1078Beneventostoria1078–1081 Nel 1078 il principato cadde nelle mani dei Normanni guidati da Roberto il Guiscardo, che assume il titolo di principe. In seguito il Guiscardo restituì il principato al Papa, ma da allora la città cadde sotto il dominio diretto della Chiesa e nessun principe fu più nominato fino al 1806.

si107831-03-1078CostantinopolistoriaFine del regno di Michele VII Ducas. Abdica e si fa monaco

si107805-04-1078CapuastoriaMuore Riccardo di Capua e a capo del principato resta suo figlio Giordano, che però non ha la tempra del padre

si107802-06-1078CostantinopolistoriaInizio del regno di Niceforo III Botoniate

si107823-09-1078Gaeta, Montecassino, SuioCapuastoriaUna carta del CDC scritta a Capua riporta Giordano quale duca di Gaeta da 16 anni, in pratica dalla morte di Adenolfo I
In questa carta il principe conferma al monastero di Montecassino quella parte del castro di Suio confiscata con la ribellione del conte Rainerio


si1079Montecassino, Vallemaio, SuiostoriaL'abate Desiderio concede al centro di Vallefredda (Vallemaio) e alla contea di Suio la Charta Libertatis su Privilegium, con la quale di sancisce l'autonomia amministrativa, giudiziale, e il riconoscimento degli usi e costumi locali. Vallefredda diventa Universitas Civium

si107900-05-1079Suio, FormiastoriaGiovanni, figlio del conte Ugo, e sua moglie Sikilgrima donano a Montecassino la metà del castello di Suio con tutte le sue pertinenze, nonchè la loro porzione nel monastero di S. Erasmo a Formia
Questa donazione unita a quella del padre del 1040, consegna l'intero castello di Suio all'abbazia.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCLII
si108104-04-1081CostantinopolistoriaFine del regno Niceforo III Botoniate. Abdica

si108104-10-1081CostantinopolistoriaInizio del regno Alessio I Comneno

si1084VeneziastoriaFine del dogato di Domenico Selvo

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si1084VeneziastoriaViene eletto doge Vitale Falier Dodoni

Claudio Rendina - I Dogi - 1984
si108400-01-1084GaetastoriaE' duca di Gaeta Rinaldo Ridello, figlio di Goffredo Ridello e marito di una delle figlie di Giordano
Anche Rinaldo, come il padre, risiede poco o nulla nella città e non interferisce nelle sue scelte economiche e sociali.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 23
si108424-03-1084Gaeta, TraettoCapuastoriaPapa Gregorio VII è costretto a dall'imperatore Enrico IV a trincerarsi in Castel Sant'Angelo, da dove, manda a chiamare in soccorso il normanno Roberto il Guiscardo
Il Guiscardo, parte dall Puglia per recarsi a Roma.
Nel tragitto occupa di slancio l'intero principato di Capua ma si ferma al confine del Ducato di Gaeta di pertinenza del suo fido Ridello


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 21
si108421-05-1084RomastoriaIl 21 maggio 1084 il Guiscardo entra a Roma per mettere in salvo il pontefice Gregorio VII, ma le sue truppe per 3 giorni devastano completamente la Città Eterna rendendosi responsabili di uno dei peggiori saccheggi che Roma ha dovuto subire.
Vennero distrutte e saccheggiate le basiliche di S. Clemente, dei Santi Quattro Coronati, dei Santi Giovanni e Paolo e gran parte dei resti antichi ancora in piedi e delle chiese; da quel momento tutta la popolazione di Roma si concentra nel Campo Marzio (l'ansa del Tevere) e tutto il settore corrispondente ad Aventino, Esquilino, Celio rimane disabitato per secoli.
La chiamata del Guiscardo non ha peraltro i risultati sperati: Enrico IV viene incoronato imperatore dall'antipapa Clemente, mentre Gregorio VII, costretto dalla popolazione inferocita, deve fuggire da Roma e muore in esilio a Salerno, prigioniero di chi era venuto a liberarlo.







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