GAETA tra arte e storia




DOCUMENTO


Lettera di Papa Gregorio Magno
ad Agnello Vescovo di Fondi

Novembre 592

 
(Gregorii I Papae Registrum Epistolarum, III, 13, 592, Nov.)
 

GREGORIO AD AGNELLO, VESCOVO DI FONDI, ORA INCARDINATO A TERRACINA


La relazione del clero e nello stesso tempo del popolo che vive a Terracina ci allieta molto, per il fatto che testimonia la tua buona fraternità. E poiché, morto il lro vescovo Pietro, chiedono che tu sia ordinato loro primo sacerdote, abbiamo considerato che necessariamente si debbano soddisfare le loro richieste, affinché essi siano contenti di aver ottenuto ciò che chiedono e appaia che noi abbiamo concesso ciò che è utile.
Poiché dunque per la rovina causata dai nemici nessuno ha la possibilità di dimorare né in città né nella tua chiesa, per questo con la nostra autorità ti abbiamo ordinato vescovo per la chiesa di Terracina, esortandoti ad essere sollecito, con la protezione di Dio, riguardo alle anime delle popolazioni che si trovano là, in modo che le insidie dell'astuto e perverso nemico non siano in grado di nuocere con qualsiasi mezzo al gregge a te affidato, ma circondato dalla vigilanza della tua sollecitudine il gregge sia contento di aver meritato la protezione di un degno pastore.
Nelle tue azioni si trovino per il popolo gli esempi del ben vivere, l’avidità non abbia forza in te.
Attraverso la tua predicazione gli ignoranti conoscano che cosa è prescritto dalla volontà di Dio. La tua condotta insegni al popolo come possa vivere nel timore di Dio.
Metti in pratica ciò che insegni e predichi a coloro che ti sono sottoposti. Le tue azioni siano efficaci nella correzione degli altri ed essi adottino per loro giovamento l'imitazione della tua vita.
Cerca di mostrarti in tutte le opere in modo che ti considerino come una scrittura e come un freno tutti coloro che non hanno cura o possibilità di formarsi con la lettura. Dunque con tutto l’ardore del sentimento cercherai di guadagnare le anime al nostro Dio, in modo che ti tocchi una degna mercede al suo cospetto, nel giorno della ricompensa.
Certo qualsiasi cosa penserai di stabilire e di fare abilmente e canonicamente riguardo agli interessi della suddetta chiesa o al suo patrimonio o all'ordinazione ed alla promozione del clero e in generale a tutti i problemi che la riguardano, avrai senz'altro libera facoltà in tutti i sensi come il vescovo proprio. Poiché abbiamo stabilito che tu sia vescovo della predetta chiesa di Terracina a condizione che non cessi di essere vescovo anche della chiesa di Fondi e non tralasci la cura ed il governo di essa, bisogna che la tua fraternità sappia anche questo che, come abbiamo predetto, abbiamo ordinato che la tua fraternità governi la spesso menzionata chiesa di Terracina, senza che in alcun modo ti sottraiamo i diritti o l'autorità sulla anzidetta chiesa di Fondi. (Trad. A. Costanzo).

 

GREGORIUS AGNELLO EPISCOPO DE FUNDIS, QUI NUNC INCARDINATUS EST TERRACINA.

Relatio cleri simul et populi Terracinae degentis nos valde lartificat ob hoc, quod de tua fraternitate bona testatur. Et quia defuncto Petro pontifice suo te sibi cardinalem postulant constitui sacerdotem, eorum petita necessario complenda praevidimus, quatenus et illi se gaudeant impetrasse quod postulant, et nos concessisse quod expedit videamur.
Quia igitur ob cladem hostilitatis nec in civitate nec in ecclesia tua est cuiquam habitandi licentia, ideoque hac te auctoritate Terracinensi ecclesiae cardinalem constituimus sacerdotem. Ammonentes, ut ita de animabus populorum illic consistentium, Deo protegente, debeas esse sollicitus, quatenus callidi perversique hostis insidiae commisso tibi gregi qualibet arte nocere non valeant, sed sollicitudinis tuae grex circumseptus custodia digni se pastoris gaudeat meruisse tutamina.
In tuis actibus plebi exempla bene vivendi consistant, avaritia in te vires non habeat. Tua praedicatione qui litteras nesciunt, quid divinitus praecipiatur, agnoscant.
In Dei timore populum, quemadmodum vivere possit, tui mores instituant. Operibus exerce quod subiectos doces et praedicas. Actus tui in aliorum correctione proficiant, in adiutorium sibi vitae tuae imitationem adsumant.
Sicque te in cunctis operibus exhibere festina, ut scripturam constrictionemque te habeant, quicumque aut neglegit aut non potest lectione formari. Tota igitur mentis intentione ita lucrum animarum Deo nostro facere festinato, ut digna te merces ante eius conspectum in die retributionis inveniat.
Quicquid vero de praedictae rebus ecclesiae, vel eius patrimonio, seu cleri ordinatione promozione ve et omnibus generaliter ad eam pertinentibus sollerter atque canonice ordinare facereque provideris, liberam habebis quippe ut sacerdos proprius modis omnibus facultatem.
Illud quoque fraternitatem tuam scire necesse est, quoniam sic te praedictae Terracinensis ecclesiae cardinalem esse constituimus sacerdorem, ut et Fundensis ecclesiae pontifex esse non desinas, nec curam gubernationemque eius praetereas, quia ita fraternitarem tuam saepe dictae Terracinensi ecclesiae, sicut praefati sumus, praeesse praecipimus, ut ante dictae Fundensis ecclesiae tibi iura potestatemve nullo modo subtrahamus.

 
Traduzione di A.Costanzo tratta da P e M. Corbo Gaeta-La storia Vol. I pag 236,237




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