GAETA tra arte e storia




DOCUMENTO


Lettera di Papa Gregorio Magno
al Vescovo di Formia Bacauda

Ottobre 590

 
(Gregorii I Papae Registrum Epistolarum, I, 8, 590, oct.)
 

GREGORIO A BACAUDA, VESCOVO DI FORMIA.


L’incalzare delle necessità ci spinge e la diminuzione delle persone ci sprona a dover soccorrere con salutare e prudente disposizione le chiese abbandonate. E per ciò, poiché abbiamo saputo che la chiesa di Minturno è stata completamente abbandonata, tanto dal clero quanto dal popolo, riconoscendo che è pia e giustissima la tua richiesta a favore di essa, che si debba associare alla chiesa di Formia, nella quale riposa il corpo del beato Erasmo martire e che è diretta dalla tua fraternità, preoccupandoci tanto dell’abbandono di quel luogo quanto della povertà della tua chiesa, abbiamo ritenuto necessario che le rendite della suddetta chiesa di Minturno o qualunque bene, per antico e recente diritto o privilegio, per qualsiasi ragione abbia potuto e possa appartenerle, con l’autorità di questo nostro provvedimento passino sotto la completa giurisdizione della tua chiesa, in modo che da oggi tu debba pensarvi esattamente come alla tua propria chiesa e curare personalmente l’amministrazione dei beni che le appartengono, affinché in avvenire ciò che finora si è potuto perdere, riesca utile ai poveri della tua chiesa ed al clero. (Trad. A. Costanzo).

 

GREGORIUS BACAUDAE EPISCOPO FORMIENSI.

Et temporibus necessitas nos perurget et imminutio exigit personarum, ut destitutis eclesiis salubri ac provida debeamus dispositione succurrere. Et ideo, quoniam ecclesiam Menturnensem funditus tam cleri quam piebis destitutam desolatione cognovimus, tuamque pro ea petitionem, quatenus Formianae ecclesiae, in qua corpus beati Herasmi martyris requiescit, cuique fraternitas tua praesidet, adiungi debeat, piam esse ac iustissimam praevidentes, necessarium duximus, consulentes tam desolationi loci illius, quam tuae ecclesiae paupertati, reditus supradictae ecclesiae Menturnensis vel quicquid ei antiquo modernoque iure vel privilegio potuit potestve qualibet ratione competere, ad tuae ecclesiae ius potestatemque hac praecepti nostri auctoritate migrare, ut a praesenti tempore sicuti de propria quippe ecclesia debeas cogitare eique competentia tua provisione disponere, quatenus deinceps quod perire nuncusque potuit pauperum ecclesiae tuae utilitatibus clerique proficiat.

 
Traduzione di A.Costanzo tratta da P e M. Corbo Gaeta-La storia Vol. I pag 235




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