GAETA tra arte e storia

CRONOLOGIA DI TRAETTO


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mod Ver Anno Data Golfo Mondo Tipo Descrizione Fonte DOC
crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente
si586Gaeta, Formia, Traetto, SperlongastoriaNasce il CASTRUM CAIETANUM.
I longobardi di Benevento oltrepassano il Garigliano, distruggono Minturnae e Formiae e dilagano fino alle porte di Terracina. Bizantini, mercanti e artigiani della zona si rifugiano sull'estrema punta del promontorio gaetano e vi organizzano la difesa. Nascono anche nuovi nuclei (castra) come Traetto e Sperlonga


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si796Traettostoria(795-816) Papa Leone III comincia a dare una diversa organizzazione al Patrimonium Caietanum e fa costruire a Traetto (attuale Minturno) il Castrum Leopolis ove si trasferisce il 'Rettore' che, fin dalle origini, aveva avuto sede a Formia. Con il crescere della città Castrum Leopolis negli anni si uni con il castrum di Traetto, costituendo un'unica città.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985 - Vari
si800TraettostoriaLeone III eleva a sede vescovile con il vescovo LEONE, il Castrum Leopolis. Lo scopo è quello di contrastare la crescente potenza di Gaeta. Dopo 210 anni, l'area di Minturno, ha nuovamente un proprio vescovo.

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si83001-09-0830Gaeta, Leopoli (Traetto), MaranolastoriaIl documento riporta la testimonianza di 3 sacerdoti riguardo il possesso di alcune terre da parte del vescovato.

Nel documento si nota che:
- il documento è emesso a Leopoli
- GIOVANNI è definito vescovo di Gaeta
- i tre sacerdoti sono definiti appartenenti alla 'santa chiesa gaetana'
- per derimere la diatriba, il papa Gregorio IV invia a Leopoli Gregorio, definito 'fedelissimo rettore del patrimonio gaetano'
- il rettore Gregorio viene raggiunto dal vescovo Giovanni, dai sacerdoti e dai nobili giudici gaetani
- su monte Altino è presente l'oratorio e la chiesa di S. Angelo


Codex Diplomaticus Cajetanus, II, 830
si841TraettostoriaLa Chiesa di Roma da anche a GROSSO, Rettore del Patrimonium Caietanum, il titolo di Console

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si851Gaeta, Traetto, FondistoriaLa chiesa di Roma non parla più di Patrimonium Caietanum, ma di Patrimonium Traiectanum ed attribuisce al Rettore di questo patrimonio il titoli di Console e Duca. Più o meno nello stesso periodo viene creato dalla Chiesa il Ducato Fondano.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si853Gaeta, TraettostoriaIl vescovo TALARO, quando interviene al concilio indetto da Leone IV, si firma EPISCOPUS MINTURNENSIS, evidenziando che la sua sede è quella del Castrum Leopolis. Il concilio è quello durante il quale fu scomunicato Anastasio, cardinale prete del titolo di S. Marcello, che aveva abbandonato la sua chiesa per stabilirsi nella diocesi di Aquileia.

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si861Gaeta, TraettostoriaIl vescovo GREGORIO, al concilio indetto da Niccolò I Magno in Vaticano, contro le decisioni di Lotario II che aveva ripudiato la moglie Teuteberga per sposare Gualdrada, si firma Vescovo di Traetto. Nel concilio viene sancita l'indissolubilità del matrimonio.

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si87700-02-0877TraettostoriaPapa Giovanni VIII invia una lettera a Domenico, vescovo di Traetto, per annunciargli del sinodo che si terrà nella sua città

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 55)


R.Tucciarone (1991)
si87730-05-0877TraettoRavennastoriaPapa Giovanni VIII, scrive all'arcivescovo di Ravenna, affermando che avendo la necessità di far sciogliere la lega di alleanze tra Napoletani e Saraceni, era costretto a recarsi inderogabilmente a Traetto e che quindi non gli è più possibile partecipare al sinodo già convocato a Ravenna.

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 57)


R.Tucciarone (1991)
si87716-06-0877TraettostoriaPapa Giovanni VIII giunge a Traetto e risiede presso la chiesa di S. Pietro

(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 58)


R.Tucciarone (1991)
si87724-06-0877TraettostoriaCongresso di Traetto dal 24 al 27 Giugno.
Vi presenziarono papa Giovanni VIII, Docibile ipata di Gaeta, Sergio duca di Napoli, Guaiferio principe di Salerno e Pulcari prefetturio di Amalfi.
Il papa ottenne scarsi risultati: riuscì a coinvolgere Guaiferio di Salerno e Pulcari di Amalfi, ma solo dietro forti compensi di denaro (dai documenti dell’epoca si evince che a quest’ ultimo furono promessi 10.000 mancusi). Il duca di Napoli Sergio avrebbe rifiutato, in quanto dall’alleanza con gli Arabi traeva enormi vantaggi commerciali e una sorta di deterrente contro le mire espansionistiche dei Bizantini, ricevendo la scomunica del papa.
Non si hanno notizie di offerte a Docibile




P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si97200-03-0972Gaeta, TraettostoriaIl CDC riporta un documento relativo alla divisione del casale Rubiano gli eredi di Matrona, figlia di Giovanni I patrizio imperiale, che sposò il prefetturio Campolo.
Nel documento non si fa alcun riferimento al duca in carica.
Il casale è situato presso la sponda destra del Garigliano, dove un piccolo rio confluisce nell'Ausente


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXVII
si97400-05-0974Gaeta, TraettostoriaIl CDC riporta un documento relativo alla divisione della terra di Marana tra gli eredi di Matrona, figlia di Giovanni I patrizio imperiale, che sposò il prefetturio Campolo.
Nel documento non si fa alcun riferimento al duca in carica.
La terra è, probabilmente, ubicata in corrispondenza della sponda destra del Garigliano e confinava con l'Appia


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXVIII
si97400-07-0974Gaeta, TraettostoriaIl CDC riporta un documento relativo alla divisione di boschi tra gli eredi di Matrona, figlia di Giovanni I patrizio imperiale, che sposò il prefetturio Campolo.
Nel documento non si fa alcun riferimento al duca in carica.
I boschi sono lungo l'Ausente, nei pressi del 'ponte' e della 'strada selciata rotta'


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXIX
si98100-07-0981Gaeta, Traetto, TremensuolistoriaVertenza tra Giovanni arciprete del vescovato e alcuni uomini di Tremensuoli, riguardante un terreno seminativo situato tra il rio Pupino, l'Appia e la chiesa di S. Albina.

Dal documento si nota che:
- è stato redatto a Traetto da un notaio di Gaeta
- non è presente riferimento cronologico al ducato
- la decisione sulla vertenza è presa dal duca Marino e dall'assise di 'uomini nobili e idonei' costituita da 'parenti e sudditi' (nostris parentibus et fidelibus)
- dell'assise giudicante fa parte Leone mastro ferraio, quindi un rappresentante della classe artigiana che firma con una croce e Ramfo figlio di Cristoforo magnifico uno dei più importanti mercanti gaetani del tempo.



Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXX
si999TraettostoriaMuore ANDREA, ultimo vescovo di Leopoli. Dopo di lui il vescovato viene abolito e definitivamente incorporato in quello Gaetano.

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si103814-05-1038TraettostoriaA differenza di Gaeta, Traetto riconosce immmediatamente Guaimario.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 3
si1047Gaeta, Montecassino, TraettoSessa Aurunca, CarinolastoriaL'abate Richerio di Montecassino si rivolge ad Adenolfo duca di Gaeta per avere giustizia nei riguardi di Marino, conte di Traetto, che sconfina regolarmente nelle sue terre
Adenolfo non gestisce autonomanete la controversia, ma coinvolge tutti i 'nobiliores' locali, compreso il conte di Sessa e quello di Carinola.
L'atto è sinonimo di una gestione 'collegiale' del territorio, secondo il classico schema feudale: "il vassallo ha il dovere di prestrare il proprio consiglio e il signore quello di consultarsi"


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc. CLXXX
si104900-07-1049Gaeta, Traetto, Fondi, MaranolaSessa AuruncastoriaDa Adenolfo, duca di Gaeta, viene composta una contesa tra il conte Ederrado da una parte e i conti Marino, Landone e Dauferio, tutti reggenti la contea di Traetto
Adenolfo riunisce i 'nobiliores' tra cui il vescovo di Gaeta, i duchi di Fondi, il conte di Sessa e quello di Maranola


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CLXXXVII
si105300-07-1053Gaeta, Maranola, Traetto, SuiostoriaViene contestato al defunto vescovo di Gaeta Bernardo, di essersi appropriato di alcune terre.
Alla contesa intervengono Caracciolo (avvocato del vescovo), Giovanni conte di Maranola, Marino conte di Traetto, Pietro conte di Suio, Ederrado Pandolfo Dauferio e Landone conti di Traetto


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CXCV
si105800-01-1058Traetto, Spigno, Fratte, MontecassinostoriaIl vecchio conte Marino di Traetto e sua moglie Oddolana donano all'abbazia di Montecassino la quarta parte della contea di Traetto, la metà del castro di Spigno e la quarta parte del castro di Fratte
Marino regge la contea da 52 anni, dai tempi del duca Giovanni III che dominava su tutto il ducato.
L'abbazia di Montecassino è retta direttamente da papa Stefano IX


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc. CCIX
si106100-06-1061Traetto, Fratte, Spigno, MontecassinostoriaL'abate Desiderio di Montecassino, riferendosi alla donazione del conte Marino del 1058, conferma agli abitanti di Traetto, Fratte e Spigno, tutti i provilegi e le franchigie concordate al momento della donazione.

Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXIII
si106201-06-1062Gaeta, Traetto, Maranola, SuiostoriaLa duchessa Maria e suo figlio Adenolfo II stipulano un patto con i conti di Traetto, Maranola e Suio allo scopo di contrastare Riccardo d'Aversa
Al patto seguiranno preparativi militari


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXV
si1063Gaeta, Traetto, Castro Argento, Maranola, Aquino, PontecorvostoriaGuglielmo di Montreuil (Guillelmus de Monasteriolo), genero di Riccardo d'Aversa, ripudia la moglie e chiede la mano della duchessa Maria, vedova di Adenolfo I, allo scopo di acquisire il ducato; promette aiuto militare contro Riccardo.
Maria accetta e Guglielmo si reca immediatamente in Puglia per assoldare dei cavalieri normanni. Con essi si acquartiera a Traetto e sulla riva del Garigliano, mentre Riccardo è sull'altra riva.
Per poco più di un mese vi furono semplici scaramucce, perlopiù volute da Adenolfo II ma, considerata la schiacciante superiorità di Riccardo, Guglielmo si ritira con tutte le forze ad Aquino dove il suo esercito si dissolve: Landone torna a Traetto, Maria va ad abitare a Pontecorvo, Adenolfo II resta ad Aquino, Guglielmo a Piedimonte S. Germano

Il conte Giovanni di Maranola, malgrado il patto iniziale non schiera le sue truppe e resta neutrale: come riconoscimento ottiene da Riccardo il castello di Castro Argento


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 173
si1065Gaeta, Fratte, Montecassino, TraettostoriaIl castello di Fratte (Ausonia) e le sue pertinenze, fino a quel momento appartenente al Ducato di Gaeta sotto la giurisdizione di Traetto, viene donato al Monastero di Montecassino.
Farà parte delle terre abbaziali, con alterne vicende, fino al 1421


si106500-08-1065Gaeta, TraettostoriaE' duca di Gaeta Landone uno dei 5 conti di Traetto che nel 1062 avevano stipulato il patto di alleanza con la duchessa Maria e discendente della famiglia ducale
Con lui scompaiono dai riferimenti cronologici dei documenti i nomi dei principi capuani, segno evidente che sono completamente estranei alla realtà locale
Landone conserva la carica per breve tempo, poi sparisce.
Una carta del 1093 (CDC doc CCLXVIII) lo vede a Roma, da dove dona a S. Benedetto tutto ciò che ancora possiede 'in toto ducato Gaietano ec Principato'; sono stati sollevati dubbi sull'autenticità di questo documento.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 20
si108424-03-1084Gaeta, TraettoCapuastoriaPapa Gregorio VII è costretto a dall'imperatore Enrico IV a trincerarsi in Castel Sant'Angelo, da dove, manda a chiamare in soccorso il normanno Roberto il Guiscardo
Il Guiscardo, parte dall Puglia per recarsi a Roma.
Nel tragitto occupa di slancio l'intero principato di Capua ma si ferma al confine del Ducato di Gaeta di pertinenza del suo fido Ridello


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 21
si110400-10-1104Gaeta, Traetto, Suio, Pico, Sessa, MontecassinoAvellinostoriaNella lotta tra il principe Riccardo II e suo fratello Roberto il Blosseville si schiera con Roberto; il principe allora lo priva del ducato e lo assegna a Riccardo dell'Aquila
Il territorio del Ducato e quello delle terre di S. Benedetto sono percorsi da bande ed eserciti che tutto distruggono al punto da costringere il vescovo di Gaeta ALBERTO a chiedere, almeno per i beni e le persone legate a chiese e monasteri, una promessa scritta di non far danni.(1105)
Riccardo dell'Aquila gode di notevole prestigio in tutta Italia: dal 1100 è conte di Avellino, Conte di Pico, conte di Sessa (1105), conte di Traetto, vassallo di Montecassino in quanto conte di Suio. Dal papa ottiene feudi nelle terre di S. Pietro e dai conti Ugo e Simone (figli di Roberto di Capua) feudi nel Molise.
L'abate Ottone di Montecassino lo vorrà protettore degli uomini e delle terre di S. Benedetto (1107)


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 29
si119700-06-1197Formia, Fondi, TraettostoriaRiccardo dell'Aquila, definito conte di Fondi, dona al monastero di S. Erasmo una selva posta vicino a S. Maria delle Grottelle (Traetto).
La donazione è fatta all'abate Diodato definito 'avo dello stesso conte'


Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 11
si139307-04-1393Formia, TraettostoriaGiovanni Papa, abate di S. Erasmo in Castellone, concede in enfiteusi per DUE generazioni tre terreni seminativi ubicati nel territorio di Traetto. nei pressi del fiume Garigliano.
I tre terreni sono denominati S. Maria delle Grottelle, S. Maria di Betlemme (poi alla Fontana o della Libera) e 'alla Bactalla' (Vattaglia)


Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 108
si146831-03-1468Formia, TraettostoriaGiovanni Gattola, vescovo di Venafro e abate commendatario di S. Erasmo in Castellone, compare in tre contratti di locazione a 29 anni di terreni ubicati a Traetto: due in località S. Maria delle Grottelle nei pressi del Garigliano e un terzo in 'Lu toru dello columbio'

Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 140, 141 e 142
si150315-10-1503Fondi, Traetto, GariglianoRoccasecca, MontecassinostoriaL'esercito francese attacca Roccasecca difesa da 1200 spagnoli del colonnello Villalba, che però resiste anche grazie all’arrivo di 2000 fanti che costituiscono l’avanguardia di Consalvo de Cordova.
I francesi allora rinunciano ad attaccare S. Germano e dopo due giorni di sosta in Aquino si dirigono verso Fondi e Traetto con l’intenzione di attraversare il Garigliano nei pressi della Scafa.
Consalvo, nel timore di essere attaccato alle spalle, abbandona S. Germano e ripiega in fretta con il suo esercito sulla riva sinistra del Garigliano e, alla fine di ottobre, si trincera di fronte alla scafa di Traetto e si attesta intorno alla torre presente sulla foce (quella costruita da Pandolfo Capodiferro dopo la vittoria sui saraceni) dove piazzano diverse bocche da fuoco piccole (falconetti) e pezzi vari di artiglieria minuta.


apri documento
si150305-11-1503Traetto, GariglianoSessastoriaL'esercito francese mette in opera sul Garigliano un ponte di barche largo 6 metri e tenuto da catene.
Consalvo de Cordova ha cercato in tutti i modi ma inutilmente di distruggere il ponte anche lanciando contro di esso, spinte dalla corrente del fiume, barche cariche di massi e galleggianti (brulotti) carichi di esplosivo.
Il giorno dopo, 6 novembre, alcuni reparti scelti di fanteria francese e 1500 cavalieri riescono a passare il ponte ed occupano l’antistante riva sinistra del fiume, annientando i pochi soldati spagnoli posti a guardia. Non riescono però ad andare oltre e, al sopraggiungere della cavalleria leggera di Fabrizio Colonna, sono costretti ad arretrare, ma riescono a mantenere, con gravi sacrifici, una piccola testa di ponte sulla riva sinistra “grazie soprattutto alla loro artiglieria”.


apri documento
si150318-12-1503Traetto, GariglianoSessastoriaL’esercito spagnolo accampato al Garigliano riceve ulteriori rinforzi e Consalvo de Cordova decide di passare da una 'guerra difensiva ad una guerra d’attacco'.
Bartolomeo d’Alviano e Consalvo, spronati anche da due altri capitani italiani, il conte di S. Severina e GIOVANNI DI TUFO, fanno predisporre segretamente in un casale presso Sessa un ponte “con botti e barche”.


apri documento
si150328-12-1503Traetto, Suio, CastelforteSessastoriaNella notte tra il 27 ed il 28 dicembre 1503, l'esercito spagnolo trasporta presso il Garigliano il ponte di barche e botti che ha costruito ed alle prime luci del giorno (del 28) Bartolomeo d’Alviano getta il ponte nella zona di Suio in un luogo posto oltre quattro miglia a monte di quello francese e nascosto alla vista della rocca di Suio occupata dai francesi.
I francesi, presi di sorpresa e atterriti, fuggono verso Castelforte e poi ancora verso Traetto.
Gli spagnoli conquistano Suio e Castelforte praticamente senza combattere e si dirigono anche loro verso Traetto, accampandosi a Grunuovo per trascorrere la notte


apri documento
si150329-12-1503Gaeta, Traetto, Formia, GariglianostoriaI francesi avendo le truppe disseminate sul territorio, decidono di ritirarsi e disfare il ponte sul Garigliano.
Per salvare la loro artiglieria la mettono su barche e chiatte, con l'obiettivo di inviarla via mare a Gaeta; ma quelle che non si incagliano affondano subito per via del mare in tempesta.
Pongono allora i pezzi di piccolo calibro (una ventina) in testa alle truppe in ritirata e le fanno trainare dai pochi cavalli disponibili
A Scauri, nei pressi del rio Capodacqua , sono raggiunti dall'avanguardia spagnola che però riescono a tenere a bada per un paio d'ore permettendo al grosso dell'esercito di attestarsi a Mola di Gaeta.
Sconfitti anche qui, si rifugiano in serata all'interno delle mura di Gaeta, inseguiti dagli spagnoli


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