GAETA tra arte e storia

CRONOLOGIA DI SUIO


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crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente
si590Fratte, Gaeta, Suio, PicostoriaI bizantini, per difendere Gaeta dai Longobardi installati ad Aquino, sistemano un presidio nella stretta valle di Ausonia, percorsa dalla vecchia strada romana.
Il presidio è identificabile con l'attuale paese di Ausonia, il cui nome medievale di Fratta o Fratte, cela nel termine greco di 'phrakte' significante palizzata, un tipo di castrum che compare nella guerra Gotica.
La prova dell'esistenza del castrum potrebbe essere individuata nel fatto che i Longobardi, per raggiungere il mare, erano costretti a passare per le strettoie di Suio Terme (verso Minturno) e per la valle di Pico-Lenola verso la piana di Fondi.


A. Nicosia - Il lazio meridionale -1995 - pag. 77
si945Gaeta, Suio, FrattestoriaDocibile II dona vaste terre al figlio Leone; al centro di esse sorgerà Suio; al confine settendrionale si formerà il 'Castrum Fracte'.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si96201-03-0962Gaeta, SuioCapua,storiaGiovanni II è di nuovo ospite a Capua di Pandolfo Capodiferro e suo figlio Landolfo IV, per prendere effettivo possesso della donazione del 944

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si1000Gaeta, Montecassino, Vallemaio, SuiostoriaI conti di Suio, appartenenti alla famiglia del duca di Gaeta, edificano Vallefredda (attuale Vallemaio)

si1040Gaeta, Formia, Fratte, Suio, Spigno, FondistoriaA causa delle continue guerre e scorrerie, i gaetani proprietari terrieri non si sentono più in grado di difendere i propri possedimenti e le persone che vi lavorano.
Iniziano quindi ad alienare le proprie terre (soprattutto donandole a Montecassino) e tornano agli antichi commerci marittimi. In 60-70 anni, oltre la metà dell'originario territorio ducale passa sotto il controllo dell'abbazia benedettina.
In questo periodo il monastero raggiunge l'apice della sua forza politica, spirituale ed economica acquisendo i territori di Fratte, Suio, metà di quello di Spigno, un quarto di quello di Traetto, quasi tutte le terre lungo il Garigliano (compresi i diritti di pesca), il monastero di S. Magno a Fondi e quello di S. Erasmo a Formia.
In questo periodo dal monastero provengono ben 3 papi: Stefano IX (1057), Vittore III (1086) e Gelasio II (1118)


si104000-04-1040Montecassino, Suio, VallemaiostoriaIl conte Ugo, cittadino di Gaeta e membro della famiglia ducale, dona all'abbazia di Montecassino il centro di Vallefredda (Vallemaio), l'esatta metà di Suio e molti altri terreni dall'una e dall'altra parte del Garigliano

Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CLXXIII
si105300-07-1053Gaeta, Maranola, Traetto, SuiostoriaViene contestato al defunto vescovo di Gaeta Bernardo, di essersi appropriato di alcune terre.
Alla contesa intervengono Caracciolo (avvocato del vescovo), Giovanni conte di Maranola, Marino conte di Traetto, Pietro conte di Suio, Ederrado Pandolfo Dauferio e Landone conti di Traetto


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CXCV
si106201-06-1062Gaeta, Traetto, Maranola, SuiostoriaLa duchessa Maria e suo figlio Adenolfo II stipulano un patto con i conti di Traetto, Maranola e Suio allo scopo di contrastare Riccardo d'Aversa
Al patto seguiranno preparativi militari


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXV
si107823-09-1078Gaeta, Montecassino, SuioCapuastoriaUna carta del CDC scritta a Capua riporta Giordano quale duca di Gaeta da 16 anni, in pratica dalla morte di Adenolfo I
In questa carta il principe conferma al monastero di Montecassino quella parte del castro di Suio confiscata con la ribellione del conte Rainerio


si1079Montecassino, Vallemaio, SuiostoriaL'abate Desiderio concede al centro di Vallefredda (Vallemaio) e alla contea di Suio la Charta Libertatis su Privilegium, con la quale di sancisce l'autonomia amministrativa, giudiziale, e il riconoscimento degli usi e costumi locali. Vallefredda diventa Universitas Civium

si107900-05-1079Suio, FormiastoriaGiovanni, figlio del conte Ugo, e sua moglie Sikilgrima donano a Montecassino la metà del castello di Suio con tutte le sue pertinenze, nonchè la loro porzione nel monastero di S. Erasmo a Formia
Questa donazione unita a quella del padre del 1040, consegna l'intero castello di Suio all'abbazia.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCLII
si110400-10-1104Gaeta, Traetto, Suio, Pico, Sessa, MontecassinoAvellinostoriaNella lotta tra il principe Riccardo II e suo fratello Roberto il Blosseville si schiera con Roberto; il principe allora lo priva del ducato e lo assegna a Riccardo dell'Aquila
Il territorio del Ducato e quello delle terre di S. Benedetto sono percorsi da bande ed eserciti che tutto distruggono al punto da costringere il vescovo di Gaeta ALBERTO a chiedere, almeno per i beni e le persone legate a chiese e monasteri, una promessa scritta di non far danni.(1105)
Riccardo dell'Aquila gode di notevole prestigio in tutta Italia: dal 1100 è conte di Avellino, Conte di Pico, conte di Sessa (1105), conte di Traetto, vassallo di Montecassino in quanto conte di Suio. Dal papa ottiene feudi nelle terre di S. Pietro e dai conti Ugo e Simone (figli di Roberto di Capua) feudi nel Molise.
L'abate Ottone di Montecassino lo vorrà protettore degli uomini e delle terre di S. Benedetto (1107)


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 29
si115812-03-1158Gaeta, Sperlonga, Itri, Campodimele, Maranola, Castro Argento, Suio, Spigno, FrattestoriaPapa Adriano IV, con una bolla diretta al vescovo GIACINTO, elenca i paesi soggetti alla giurisdizione della Diocesi Gaetana; sono: Sperlonga, Itri, Campodimele, Maranola, Castro Argento, Suio, Traetto, Spigno, Fratte, ecc. (C.D.C. p. II t. II, pag 282 nr. CCCXLV)

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si150328-12-1503Traetto, Suio, CastelforteSessastoriaNella notte tra il 27 ed il 28 dicembre 1503, l'esercito spagnolo trasporta presso il Garigliano il ponte di barche e botti che ha costruito ed alle prime luci del giorno (del 28) Bartolomeo d’Alviano getta il ponte nella zona di Suio in un luogo posto oltre quattro miglia a monte di quello francese e nascosto alla vista della rocca di Suio occupata dai francesi.
I francesi, presi di sorpresa e atterriti, fuggono verso Castelforte e poi ancora verso Traetto.
Gli spagnoli conquistano Suio e Castelforte praticamente senza combattere e si dirigono anche loro verso Traetto, accampandosi a Grunuovo per trascorrere la notte


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