GAETA tra arte e storia

IL MONASTERO DI S. MAGNO A FONDI


La ricerca può essere effettuata per uno o più valori
anche parziali. (Es. ANT trova Antonio, Antonella e Kant)
Per gli anni prima della nascita di Cristo usare il segno - (Es. 20 a.C. = -20)

Verificato
Anno (a partire da)
Area Golfo
Area Mondo
Tipo
Descrizione
Fonte


= Consulta il documento
mod Ver Anno Data Golfo Mondo Tipo Descrizione Fonte DOC
crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente
si250FondistoriaSono ricordati a Fondi i martiri Magno e Paterno. Il primo fu martirizzato a Fabrateria Nova. Il secondo a Fondi durante il suo tentativo di seppellire i cristiani uccisi dai soldati dell'imperatore, in quella che oggi è indicata Contrada S. Magno.

A. Nicosia - Il lazio meridionale -1995 - pag. 22
si55400-10-0554FondistoriaGli uomini di Buccellino, nelle loro scorrerie percorrono la fascia costiera e tentano di saccheggiare un monastero presso Fondi.
Papa Gregorio Magno, riportando l'episodio fa riferimento al monastero costruito da S. Onorato (quindi probabilmente il Monastero di S. Magno) e dove, al momento dell'attacco, era preposto il suo discepolo San Libertino.


A. Nicosia - Il lazio meridionale -1995 - pag. 56
si592FondistoriaI longobardi imperversano nella piana di Fondi, razziando e distruggendo la città e le terre circostanti.
Il monastero di S. Magno viene distrutto ed i monaci abbandonano il luogo.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88300-11-0883Garigliano, Fondi, TerracinaAnagni, VerolistoriaI saraceni del Garigliano, guidati da Mamuca, saccheggiano Fondi e Terracina.
Si spingono ad Anagni che, assediata, accetta di pagare un ingente tributo in oro.
Non paghi, raggiungono Veroli, uccidono i maggiorenti della città e si insediano nella chiesa di S. Andrea, adibendo la cripta a stalla.
Trafugano le reliquie di S. Magno e le vendono ai cittadini di Anagni, dove ancora oggi si trovano.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 84)


R. Tucciarone (1991)
si97900-10-0979Gaeta, FondistoriaMARINO II e GIOVANNI III, sollecitati anche da 'omnes nobiles parentesque gaiete nostros' , donano a Giovanni, abate del monastero di S. Magno e di quello di S. Michele Arcangelo entrambi a Fondi, le terre comprese tra monte Arcano, la via Appia, monte Acquaviva e la strada fontanelle di S. Marco. Tutte le terre sono ubicate nel territorio di Fondi, al confine settendrionale del ducato (si tratta di circa 2000 ha, che costituiscono una zona cuscinetto tra stato della Chiesa e ducato di Gaeta).

Poco dopo, Mansone, cugino di Pandolfo Capodiferro, diventa abate di S. Magno.

Dal documento si nota che:
- Marino e Giovanni si denominano duchi di Fondi e Gaeta
- nel territorio donato sono presenti chiese 'riconsacrate e sconsacrate', segno della distruzione o profanazione da parte dei saraceni quando impervesavano nel territorio, per cui alcune vennero riconsacrate e altre abbandonate.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXIV
si995GaetastoriaE' Vescovo di Gaeta LEONE III, benedettino e abate del Monastero di S. Magno a Fondi. Il suo vescovato dura un solo anno.

A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si1040Gaeta, Formia, Fratte, Suio, Spigno, FondistoriaA causa delle continue guerre e scorrerie, i gaetani proprietari terrieri non si sentono più in grado di difendere i propri possedimenti e le persone che vi lavorano.
Iniziano quindi ad alienare le proprie terre (soprattutto donandole a Montecassino) e tornano agli antichi commerci marittimi. In 60-70 anni, oltre la metà dell'originario territorio ducale passa sotto il controllo dell'abbazia benedettina.
In questo periodo il monastero raggiunge l'apice della sua forza politica, spirituale ed economica acquisendo i territori di Fratte, Suio, metà di quello di Spigno, un quarto di quello di Traetto, quasi tutte le terre lungo il Garigliano (compresi i diritti di pesca), il monastero di S. Magno a Fondi e quello di S. Erasmo a Formia.
In questo periodo dal monastero provengono ben 3 papi: Stefano IX (1057), Vittore III (1086) e Gelasio II (1118)


si107100-09-1071Fondi, MontecassinoTerracinastoriaGirardo, console di Fondi, e Lavinia sua moglie, donano all'abbazia di Montecassino:
- il monastero di S. Magno con tutte le sue vastissime pertinenze (più di 2000 ettari con seminativi, vigne, case e mulini)
- un quarto dei proventi delle pescherie
- il monastero di S. Mauro
- il monastero di S. Martino in Tirelle
- la chiesa di S. Andrea di Terracina
- la chiesa di S. Maria di Fondi
- la chiesa di S. Maria ad Fossa di Roma


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXLVII




GAETA tra arte e storia è un progetto