GAETA tra arte e storia

CRONOLOGIA DI FONDI


La ricerca può essere effettuata per uno o più valori
anche parziali. (Es. ANT trova Antonio, Antonella e Kant)
Per gli anni prima della nascita di Cristo usare il segno - (Es. 20 a.C. = -20)

Verificato
Anno (a partire da)
Area Golfo
Area Mondo
Tipo
Descrizione
Fonte


mod Ver Anno Data Golfo Mondo Tipo Descrizione Fonte DOC
crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente
si8Gaeta, Formia, Fondi, MinturnostoriaOvidio segnala Minturno come "malsana" e anche Strabone indica la presenza di acque stagnanti nella piana del Garigliano.
Inizia il decremento demografico della zona con conseguente abbandono nelle terre.
Nel tempo questi terreni vanno a far parte del patrimonio di S. Pietro dando luogo al Patrimonium Caietanum.
Verso la fine del IV sec. le condizioni economiche erano talmente deteriorate da indurre il governo centrale a concedere l'esonero fiscale.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


P. e M. Corbo (1985) , Ovidio - Metamorfosi, Strabone - Geografiaapri documento
si166FondiRomastoriaViene eletto papa SOTERO.
E' cittadino di Fondi, figlio di padre greco.


Claudio Rendina - I Papi - 1996
si23501-12-0235FondistoriaPapa Antero, nomina un nuovo vescovo a Fondi

Liber Pontificalisapri documento
si250FondistoriaSono ricordati a Fondi i martiri Magno e Paterno. Il primo fu martirizzato a Fabrateria Nova. Il secondo a Fondi durante il suo tentativo di seppellire i cristiani uccisi dai soldati dell'imperatore, in quella che oggi è indicata Contrada S. Magno.

A. Nicosia - Il lazio meridionale -1995 - pag. 22
si402FondistoriaPapa Innocenzo I ottiene vaste terre nella piana di Fondi. Rendevano 181 soldi aurei e un tremissi

Liber Pontificalisapri documento
si49901-03-0499Formia, Minturno, Fondi, AquinoTerracinastoriaAl concilio indetto da papa Simmaco tra i 25 vescovi che devono reintegrare il buon nome e l'autorità di detto papa, sono presenti:
ADEODATO, vescovo di Formia,
CELIO RUSTICO, vescovo di Minturno,
MARTIRIO, vescovo di Terracina,
VITALE, vescovo di Fondi,
ASTERIO, vescovo di Aquino.
Saranno presenti anche ai concili del 501 e 502.


A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si501Formia, Minturno, Fondi, AquinoTerracinastoriaAl concilio indetto da papa Simmaco tra i 25 vescovi che devono reintegrare il buon nome e l'autorità di detto papa, sono presenti:
ADEODATO, vescovo di Formia,
CELIO RUSTICO, vescovo di Minturno,
MARTIRIO, vescovo di Terracina,
VITALE, vescovo di Fondi,
ASTERIO, vescovo di Aquino.
Saranno presenti anche ai concili del 499 e 502.


A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si502Formia, Minturno, Fondi, AquinoTerracinastoriaAl concilio indetto da papa Simmaco tra i 25 vescovi che devono reintegrare il buon nome e l'autorità di detto papa, sono presenti:
ADEODATO, vescovo di Formia,
CELIO RUSTICO, vescovo di Minturno,
MARTIRIO, vescovo di Terracina,
VITALE, vescovo di Fondi,
ASTERIO, vescovo di Aquino.
Sarnno presenti anche ai concili del 499 e 501.


A. Giordano - La cattedrale episcopale di Gaeta - 1989
si55400-10-0554FondiCapua, CampaniastoriaI Goti superstiti, ai quali si erano aggregati numerosi gruppi di Franchi e Alemanni, comandati dal franco Buccellino e partendo dalla pianura Padana percorrono tutta l'Italia, abbandonandosi ovunque al saccheggio.
Devastano la Campania, la Lucania e la Calabria, spingendosi fino allo stretto di Messina.
Intercettati da Narsete presso Capua, vengon sconfitti e la maggior parte di loro uccisi, compreso Buccellino.


A. Nicosia - Il lazio meridionale -1995 - pag. 56
si55400-10-0554FondistoriaGli uomini di Buccellino, nelle loro scorrerie percorrono la fascia costiera e tentano di saccheggiare un monastero presso Fondi.
Papa Gregorio Magno, riportando l'episodio fa riferimento al monastero costruito da S. Onorato (quindi probabilmente il Monastero di S. Magno) e dove, al momento dell'attacco, era preposto il suo discepolo San Libertino.


A. Nicosia - Il lazio meridionale -1995 - pag. 56
si592FondistoriaI longobardi imperversano nella piana di Fondi, razziando e distruggendo la città e le terre circostanti.
Il monastero di S. Magno viene distrutto ed i monaci abbandonano il luogo.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si59200-11-0592Fondi, TerracinastoriaAGNELLO, Vescovo di Fondi e rifugiato a Terracina, viene nominato Vescovo di Terracina con la raccomandazione da parte di Gregorio I Magno di mantenere viva anche la chiesa (ormai distrutta e con pochi fedeli) di Fondi.

Gregorii I Papae Registrum Epistolarum, III, 13, 592, Novapri documento
si84626-08-0846Gaeta, Formia, Fondi, Terracina, MontecassinoPriverno, RomastoriaI saraceni risalgono il Tevere, raggiungono Roma e saccheggiano la chiesa di S. Pietro e quella di S. Paolo dopo aver sconfitto truppe sassoni e frisoni, schiere franche e milizie Romane.
L'invasore subisce uno smacco a S.Paolo e temendo di rimanere isolato rinuncia all'assedio dell'Urbe e percorre tutta l'Appia fino a Gaeta.
Saccheggiano Priverno e Terracina, distruggono Fondi e Formia e minacciano Montecassino.
Distruggono il monastero di S. Erasmo a Formia
Contemporaneamente la flotta si dirige nel Golfo di Gaeta.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 28-30)


P. e M. Corbo (1985) - R. Tucciarone (1991)
si851Gaeta, Traetto, FondistoriaLa chiesa di Roma non parla più di Patrimonium Caietanum, ma di Patrimonium Traiectanum ed attribuisce al Rettore di questo patrimonio il titoli di Console e Duca. Più o meno nello stesso periodo viene creato dalla Chiesa il Ducato Fondano.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si874Fondi, TerracinastoriaPapa Giovanni VIII libera Fondi e Terracina invase dai Saraceni

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


P. e M. Corbo (1985)
si88101-12-0881Gaeta, FondistoriaI Gaetani ridotti alla disperazione dall'invasione dei Capuani, assoldano la banda di Saraceni che si era rifugiata ad Agropoli, la portano al largo della costa fondana e, risalito il canale S. Anastasia (emissario di levante del lago), la scaricano sul territorio di Fondi, perchè elimini il presidio pontificio di quella città e poi, proseguendo per l'Appia, respinga i capuani oltre il Garigliano.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88300-11-0883Garigliano, Fondi, TerracinaAnagni, VerolistoriaI saraceni del Garigliano, guidati da Mamuca, saccheggiano Fondi e Terracina.
Si spingono ad Anagni che, assediata, accetta di pagare un ingente tributo in oro.
Non paghi, raggiungono Veroli, uccidono i maggiorenti della città e si insediano nella chiesa di S. Andrea, adibendo la cripta a stalla.
Trafugano le reliquie di S. Magno e le vendono ai cittadini di Anagni, dove ancora oggi si trovano.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 84)


R. Tucciarone (1991)
si945Gaeta, FondistoriaDocibile II ricostituisce il ducato di Fondi, che affida al figlio Marino II

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si96213-02-0962Gaeta, FondiRomastoriaOttone I riconferma le elargizioni carolingie a S. Pietro e menziona anche Fondi e Gaeta, con tutte le loro pertinenze.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si97800-09-0978Gaeta, FondistoriaMARINO II, già duca di Fondi, diventa console e duca di Gaeta, riportando il ducato sotto il dominio della vecchia famiglia ducale.
Associa subito il figlio GIOVANNI III che, a sua volta, terrà il ducato fino al 1009 e sposerà Emilia, patrizia romana e donna energica che avrà un ruolo importante nel governo negli anni futuri.

Con lui ricomincia a funzionare la zecca cittadina che conia i primi follari, monete di rame per le piccole transizioni quotidiane.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si97900-10-0979Gaeta, FondistoriaMARINO II e GIOVANNI III, sollecitati anche da 'omnes nobiles parentesque gaiete nostros' , donano a Giovanni, abate del monastero di S. Magno e di quello di S. Michele Arcangelo entrambi a Fondi, le terre comprese tra monte Arcano, la via Appia, monte Acquaviva e la strada fontanelle di S. Marco. Tutte le terre sono ubicate nel territorio di Fondi, al confine settendrionale del ducato (si tratta di circa 2000 ha, che costituiscono una zona cuscinetto tra stato della Chiesa e ducato di Gaeta).

Poco dopo, Mansone, cugino di Pandolfo Capodiferro, diventa abate di S. Magno.

Dal documento si nota che:
- Marino e Giovanni si denominano duchi di Fondi e Gaeta
- nel territorio donato sono presenti chiese 'riconsacrate e sconsacrate', segno della distruzione o profanazione da parte dei saraceni quando impervesavano nel territorio, per cui alcune vennero riconsacrate e altre abbandonate.


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc LXXIV
si1040Gaeta, Formia, Fratte, Suio, Spigno, FondistoriaA causa delle continue guerre e scorrerie, i gaetani proprietari terrieri non si sentono più in grado di difendere i propri possedimenti e le persone che vi lavorano.
Iniziano quindi ad alienare le proprie terre (soprattutto donandole a Montecassino) e tornano agli antichi commerci marittimi. In 60-70 anni, oltre la metà dell'originario territorio ducale passa sotto il controllo dell'abbazia benedettina.
In questo periodo il monastero raggiunge l'apice della sua forza politica, spirituale ed economica acquisendo i territori di Fratte, Suio, metà di quello di Spigno, un quarto di quello di Traetto, quasi tutte le terre lungo il Garigliano (compresi i diritti di pesca), il monastero di S. Magno a Fondi e quello di S. Erasmo a Formia.
In questo periodo dal monastero provengono ben 3 papi: Stefano IX (1057), Vittore III (1086) e Gelasio II (1118)


si104900-07-1049Gaeta, Traetto, Fondi, MaranolaSessa AuruncastoriaDa Adenolfo, duca di Gaeta, viene composta una contesa tra il conte Ederrado da una parte e i conti Marino, Landone e Dauferio, tutti reggenti la contea di Traetto
Adenolfo riunisce i 'nobiliores' tra cui il vescovo di Gaeta, i duchi di Fondi, il conte di Sessa e quello di Maranola


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CLXXXVII
si106221-05-1062Gaeta, FondiCapuastoriaLandolfo V, principe di Capua e ultimo signore longobardo, capitola a favore di Riccardo d'Aversa appoggiato dal Papa.
Riccardo si muove alla volta dei ducati di Fondi e Gaeta per chiederne la sottomissione in quanto territori del principato: il duca di Fondi accetta pacificamente il vassallaggio mentre Gaeta si oppone.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 14
si107100-09-1071Fondi, MontecassinoTerracinastoriaGirardo, console di Fondi, e Lavinia sua moglie, donano all'abbazia di Montecassino:
- il monastero di S. Magno con tutte le sue vastissime pertinenze (più di 2000 ettari con seminativi, vigne, case e mulini)
- un quarto dei proventi delle pescherie
- il monastero di S. Mauro
- il monastero di S. Martino in Tirelle
- la chiesa di S. Andrea di Terracina
- la chiesa di S. Maria di Fondi
- la chiesa di S. Maria ad Fossa di Roma


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCXLVII
si107205-10-1072Gaeta, Fondi, Montecassino, LenolastoriaLittefrida duca di Fondi, dona a Montecassino i castelli di Acquaviva, Vallecorsa, Ambrise (Lenola), Pastena, Campodimele, Vetera.
Cede anche i diritti sul monastero di S. Arcangelo e sulla pescheria di S. Anastasia


Codex Diplomaticus Cajetanus, doc CCLII
si119700-06-1197Formia, Fondi, TraettostoriaRiccardo dell'Aquila, definito conte di Fondi, dona al monastero di S. Erasmo una selva posta vicino a S. Maria delle Grottelle (Traetto).
La donazione è fatta all'abate Diodato definito 'avo dello stesso conte'


Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 11
si119900-01-1199FondistoriaPapa Innocenzo III scrive a L. (?) dell'Aquila, conte di Fondi, riguardo la morte di Costanza d'Altavilla, madre di Federico II

(Historia Diplomatica Frederici Secundi - Huillard Breholles, Albertis de Luynes - 1852)


Huillard Breholles, Albertis de Luynes (1852)apri documento
si121200-04-1212Fondi, GolfostoriaFederico II conferma a Riccardo dell'Aquila la contea di Fondi e concede le terre libere fino al Garigliano.

(Historia Diplomatica Frederici Secundi - Huillard Breholles, Albertis de Luynes - 1852)


Huillard Breholles, Albertis de Luynes (1852)apri documento
si133908-08-1339Gaeta, Formia, FondistoriaIl notaio Rinaldo Gattola presta a Bartolomeo Gattola, abate di S. Erasmo, 7.5 once di gigliati d'argento poichè il monastero non riesce a riscuotere le proprie rendite nel comune di Fondi a causa della guerra in atto tra Gaeta e Nicolò Caetani, conte di Fondi

Rubrica delle Carte di S. Erasmo - doc 61
si137809-08-1378Fondi, ItriRomastoriaI cardinali di Fondi dichiarano nulla l'elezione di Urbano VI. Giacomo, cittadino di Itri e Arcivescovo di Otranto, tiene il discorso introduttivo e fu tra i primi ad essere eletto cardinale dal nuovo pontefice (18.12.1378); l'elezione avvenne in Fondi.

P. Capobianco I papi a Gaeta nella Storia- 1989
si150315-10-1503Fondi, Traetto, GariglianoRoccasecca, MontecassinostoriaL'esercito francese attacca Roccasecca difesa da 1200 spagnoli del colonnello Villalba, che però resiste anche grazie all’arrivo di 2000 fanti che costituiscono l’avanguardia di Consalvo de Cordova.
I francesi allora rinunciano ad attaccare S. Germano e dopo due giorni di sosta in Aquino si dirigono verso Fondi e Traetto con l’intenzione di attraversare il Garigliano nei pressi della Scafa.
Consalvo, nel timore di essere attaccato alle spalle, abbandona S. Germano e ripiega in fretta con il suo esercito sulla riva sinistra del Garigliano e, alla fine di ottobre, si trincera di fronte alla scafa di Traetto e si attesta intorno alla torre presente sulla foce (quella costruita da Pandolfo Capodiferro dopo la vittoria sui saraceni) dove piazzano diverse bocche da fuoco piccole (falconetti) e pezzi vari di artiglieria minuta.


apri documento

La ricerca visualizza un massimo di 200 schede






GAETA tra arte e storia è un progetto