GAETA tra arte e storia

CRONOLOGIA DI CAPUA


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Area Mondo
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crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente crescente decrescente
si841CapuastoriaSaccheggio e distruzione di Capua Vetere da parte dei Saraceni. La città non si riprenderà più.

si849Salerno, CapuastoriaSalerno si stacca da Capua

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si860MontecassinoCapuastoriaSawdan raggiunge Capua e, fatta razzia di animali, uomini e cose, pose l'accampamento presso Teano da dove poi si inoltrò verso Montecassino.
L'abate Bertario trattò un riscatto di 3000 monete d'oro e Sawdan si diresse verso Castel di Conza, che assediò per circa 40 gg senza però riuscire ad espugnarlo.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 44)


R.Tucciarone (1991)
si871Salerno, Napoli, Banevento, CapuastoriaLe soldatesche di Abd Allah, in numero di 20.000, cingono d'assedio Salerno e si spingono alle porte di Napoli, Benevento e Capua.

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 46)


R.Tucciarone (1991)
si87525-12-0875Roma, CapuastoriaCarlo II Calvo, del ramo dei carolingi francesi, eletto soprattutto per volontà di Giovanni VIII, è incoronato imperatore a Roma. La chiesa ottiene la riconferma degli antichi possessi ma particolare importanza assume la riconferma di Capua. Il papa chiede anche un intervento militare, ma deve contentarsi della spedizione di Guido di Spoleto.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


P. e M. Corbo (1985)
si87601-10-0876CapuastoriaCarlo il Calvo autorizza Giovanni VIII a decidere, a proprio piacimento, sul patto riguardante il territorio capuano.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)


P. e M. Corbo (1985)
si87701-03-0877Napoli, Capua, SalernostoriaIncaricato da Carlo il Calvo e su pressione del papa, Guido da Spoleto compie una missione a Capua, Napoli e Salerno.
Napoli rivendica autonomia di azione.

(P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985)
(R. Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta -1991-pag. 51)


P. e M. Corbo (1985) - R.Tucciarone (1991)
si879CapuastoriaPandonolfo si accorda con Giovanni VIII per riunificare il dominio capuano; si dichiara suddito del Papa di Roma e fa scrivere gli atti nel suo nome, fa coniare monete con la sua effige.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si87912-03-0879CapuastoriaMorto il vescovo-duca Landolfo di Capua, ben cinque nipoti, Pandonolfo (figlio di Pandone), Landone e Landolfo (figli di Landone), un altro Landone e Atenolfo (figli di Landonolfo), in apparente buon accordo si dividono terre e vescovato (quest'ultimo va a Landolfo)

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si87912-03-0879Capua, Napoli, Salerno, BeneventostoriaAttorno alle vicende di Pandonolfo di Capua, si delineano nel centro-sud due opposti schieramenti: da una parte ci sono Salerno, Benevento, i Bizantini e Spoleto che sostengono i cugini di Pandonolfo; dall'altra c'è Napoli che appoggia il Duca di Napoli. In realtà sono in gioco delicati equilibri tra i vari potentati, cui non sono indifferenti nè la Chiesa di Roma nè l'Impero d'Oriente i quali, cercano, ognuno per proprio conto, le estendere le egemonie.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si87909-05-0879CapuastoriaPandonolfo inizia le ostilità contro i cugini e scaccia il vescovo (Landolfo) dalla sua sede; un fratello (Landonolfo), coniugato, è fatto sacerdote e ne prende il posto, con il consenso del Papa. Lo scandalo è enorme in tutta la zona.
Leone vescovo di Teano e Bertario abate di Montecassino cercano di opporsi alle ingerenze pontificie, acuendo in questo modo le tensioni all'interno del ducato


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si87901-09-0879GaetaNapoli, AmalfistoriaFallito il tentativo pontificio di riappacificare il ducato di Capua e scoppiate le ostilità tra le parti, Gaeta e Amalfi accorrono in aiuto di Napoli.
Le città marinare assoldano bande saracene e le gettano nella mischia.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88001-06-0880GaetaTeanostoriaGaetani, Napoletani e Saraceni sconfiggono i cugini di Pandonolfo di Capua a Pilo (Teano) e ne conquistano il castello.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88101-09-0881Napoli, Capua, SalernostoriaLa banda di Saraceni del Vesuvio si abbandona a saccheggi e violenze; i signori di Capua, Salerno e Napoli, ritrovata un'intesa, l'aggrediscono e riescono a sloggiarla. I Saraceni si rifugiano ad Agropoli.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88101-09-0881GaetastoriaIl papa profitta del momento favorevole e tenta di decidere, una volta per sempre, il problema della sottomissione di Gaeta, concedendola a Pandonolfo di Capua, unitamente a tutti i possedimenti pontifici di Traetto e Fondi. I capuani invadono la piana del Garigliano e respingono i Gaetani oltre Mola

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88101-12-0881Gaeta, FondistoriaI Gaetani ridotti alla disperazione dall'invasione dei Capuani, assoldano la banda di Saraceni che si era rifugiata ad Agropoli, la portano al largo della costa fondana e, risalito il canale S. Anastasia (emissario di levante del lago), la scaricano sul territorio di Fondi, perchè elimini il presidio pontificio di quella città e poi, proseguendo per l'Appia, respinga i capuani oltre il Garigliano.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si882GaetastoriaDocibile e i Gaetani non riescono ad imporre il pacifico ritiro della banda dei Saraceni; devono allora affrontarla con le armi e lo scontro è molto sanguinoso.
Agli scontri scontri prendono parte anche le truppe dell'abate Bertario. Leone Ostiense riporta che molti gaetani furono uccisi e/o fatti prigionieri.
Alla fine i Saraceni si stanziano alla foce del Garigliano, stabilendo uno status di buon vicinato con Gaeta che durerà 33 anni. La colonia araba vivrà soprattutto di traffici e razzie che investiranno principalmente le terre capuane; ciò perpetuerà lo stato di conflitto tra Gaeta e Capua che durerà fino al 915.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si88304-09-0883MontecassinostoriaI Saraceni di stanza presso il fiume Garigliano, guidati dal loro capo Mamuca, depredano il monastero di Montecassino consegnandolo poi alle fiamme.
I monaci si rifugiano nella chiesa di San Salvatore, presso il centro abitato di Eulogimenopoli (attuale Cassino)

(R.Tucciarone - I saraceni nel ducato di Gaeta - 1991 - pag. 82-83)


R. Tucciarone (1991)
si885GaetaCapuastoriaContinuano le ostilità tra Gaeta e Capua; Docibile spedisce una banda di 120 saraceni contro Landone II di Capua; la banda è quasi completamente annientata

(Coincide con analoga informazione dell'884?)


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si886GaetaCapuastoriaUn certo numero di Gaetani è fatto prigioniero dai Capuani

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si887GaetaCapuastoriaIl conte Atenolfo di Capua, riunito nelle sue mani il dominio capuano, manda l'abate di S. Vincenzo al Volturno e il Diacono Dauferio da Papa Stefano V per offrirgli la sudditanza, trattare la restituzione dei prigionieri gaetani e ottenere l'intervento armato della Chiesa contro i Saraceni. Il papa lascia cadere ogni proposta.
Tale atto ha il recondito significato che, per Atenolfo, Gaeta e quindi i Gaetani, erano sottoposti al dominio pontificio, quindi è lui che deve riscattarli.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si903Gaeta, GariglianostoriaBattaglia di Setra sul Garigliano. Capuani, Napoletani e Amalfitani attaccano la colonia saracena. I Gaetani accorrono in aiuto dei saraceni e l'attacco è respinto

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si909GariglianoCapua, CostantinopolistoriaAtenolfo di Capua manda il figlio Landolfo a Costantinopoli, per chiedere l'intervento bizantino contro i saraceni del Garigliano. Leone VI il saggio promette il suo aiuto.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si910CapuastoriaMuore Atenolfo di Capua; il figlio Landolfo torna a Capua con il titolo di Patrizio Imperiale.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si91501-06-0915GariglianostoriaBattaglia del Garigliano contro i saraceni. Napoletani, Capuani e Gaetani attaccano e distruggono la colonia.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si916GaetaCapuastoriaSi stabiliscono buoni rapporti tra Gaeta e Capua; si creano vicoli di sangue tra le famiglie dominanti le due città e tra la gente comune; crollano le antiche barriere razziali.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si921GaetaCapua, Costantinopoli, Salerno, NapolistoriaA partire dal 921, si deteriorano i rapporti tra Capua e Costantinopoli; tra le antiche popolazioni latino-longobarde, passate sotto il dominio bizantino, lo stato di agitazione si fa permanente. Capua appoggia i ribelli; Salerno, Napoli e Gaeta simpatizzano per Capua.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si944GaetaCapuastoriaGiovanni II è ospite di Landolfo II di Capua, che ha sposato la sorella Maria e riceve in dono un fondo in Cilicia, vicino Suio. E' probabile che il dono sia dovuto alle nozze con Theodonanda che apparterrebbe alla casa di Capua.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si96201-03-0962Gaeta, SuioCapua,storiaGiovanni II è di nuovo ospite a Capua di Pandolfo Capodiferro e suo figlio Landolfo IV, per prendere effettivo possesso della donazione del 944

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985
si98100-03-0981Salerno, Amalfi, Benvento, CapuastoriaMuore Pandolfo Capodiferro e suo figlio Pandolfo II è principe di Salerno. Riesce a mantenere il potere solo per pochi mesi poichè viene spodestato già nel 981 da Mansone I di Amalfi.
L'altro figlio di Pandolfo, Landolfo riceve i pricipati di Benevento e Capua.
Entrambi i fratelli moriranno il 13 luglio 982 nella battaglia di Capo Colonna, nei pressi di Crotone e combattuta tra le forze dell’Imperatore Ottone II e i Longobardi, da un lato, e, dall'altro, quelle di Abu al-Qasim, Emiro della Sicilia della dinastia dei Kalbiti.


si1027Napoli, CapuastoriaPandolfo IV sconfigge e depone il duca Sergio IV di Napoli

si1032GaetastoriaPandolfo IV di Capua conquista Gaeta e rimuove Giovanni V, ultimo duca della dinastia di Docibile.
Pandolfo IV assume direttamente il titolo di Console e Duca, ma in realtà non inteferisce con il governo della città che si autogestisce attraverso giudici e domines


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. I - 1985 - pag. 2
si103603-06-1036MontecassinoCapuastoriaPandolfo IV di Capua, inganna l'abate Teobaldo invitandolo a Capua e poi imprigionandolo. Affida il monastero di Montecassino al suo fedele Basilio (giugno 1036 - giugno 1038), priore a Capua.
Le terre abbaziali vengono, in buona parte, distribuite ai cavalieri normanni.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 1
si103814-05-1038GaetaCapua, Salerno, CostantinopolistoriaCorrado II il Salico scende nel sud dell'Italia e scaccia Pandolfo IV che si rifugia a Costantinopoli con il fido Basilio; l'imperatore affida il principato di Capua a Guaimario di Salerno che, a questo punto, governa il meridione d'Italia ad esclusione della Sicilia (Arabi), Calabria Puglia e Lucania (Bizantini) e il ducato di Napoli.
Gaeta, già porto del principato capuano dovrebbe entrare a far parte del nuovo organismo politico, ma si oppone sia perchè considera i Salernitani dei concorrenti sul mare che perchè il nuovo principe intende assegnarla in feudo ad un suo vassallo.
Trascorreranno circa due anni prima che Gaeta riconosca ufficialmente Guaimario.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 3
si103814-05-1038TraettostoriaA differenza di Gaeta, Traetto riconosce immmediatamente Guaimario.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 3
si104000-06-1040GaetastoriaE' di questa data l'unico documento gaetano che riconosce Guaimario princeps et dux.
CDC Carta CLXXIV


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 3
si1041GaetastoriaRainulfo Quarrel Drengot, normanno e già conte di Aversa, viene nominato console e duca di Gaeta da Guaimario
Rainulfo, che aveva già collaborato con i gaetani nella restaurazione di Sergio IV di Napoli e sposato la vedova del duca Giovanni IV, è ben accetto dalla città e resta in carica fino al 1045
L'accettazione del nuovo duca è probabilmente anche legata allo scarso interesse di Rainulfo ad agire nella città, per cui la carica risulta essere soprattutto onorifica.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 4
si1041CapuastoriaPandolfo, supportato dai Bizantini, rientra in Italia e combatte nei territori di Capua.

P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 5
si104200-12-1042GaetaMelfistoriaGuglielmo d'Altavilla, detto Braccio di Ferro, a settembre 1042 a Melfi viene riconosciuto capo supremo di tutti i Normanni. Egli si rivolse a Guaimario V, principe Longobardo di Salerno, ed a Rainulfo Drengot proponendo ad entrambi un'alleanza alla pari.
Alla fine dell'anno Rainulfo e Guglielmo, si recarono insieme a Melfi e riuniscono una assemblea dei baroni Longobardi e Normanni, che terminò al principio dell'anno successivo


si104500-08-1045GaetaCapua, TeanostoriaGuaimario che non approva la scelta dei Gaetani, raduna un esercito e riesce a catturare Adenolfo.
Anche grazie all'interessamento della potente famiglia Tuscolo di Roma (a cui appartengono sia BENEDETTO IX che GREGORIO VI due dei tre papi che si contendono la carica), propone a Pandolfo IV uno scambio tra Adenolfo e la sorella dei conti di Teano, ma la proposta viene rifiutata.


Archivio società romana di storia patria - volume XXVIII -1905 - pag. 16
si104500-08-1045Montecassino, S. Pietro InfineCapuastoriaPandolfo raccoglie intorno a sè una banda di Normanni dispersi e promette di distribuire le terre di S. Benedetto se l'avessero aiutato contro Guaimario
Si attesta a S. Pietro Infine


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 170
si104500-08-1045Gaeta, MontecassinoCapuastoriaAdenolfo imtima a Pandolfo di uscire dalle terre del monastero ottenendo un netto rifiuto.
In due giorni raduna un esercito e il terzo giorno pianta le tende a 'Porticelle'; l'atto di forza spaventa Pandolfo che immediatamente si ritira.
Adenolfo può quindi tornarsene a Gaeta e assumerne la guida, questa volta con il beneplacito di Guaimario. Il nuovo rapporto di amicizia tra i due, viene consolidato con il matrimonio dei rispettivi figli Emilia e Landolfo.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 170
si104700-02-1047GaetaSalerno, Capua, RomastoriaL'imperatore Enrico III, dopo aver deposto i tre papi in carica e fatto eleggere un suo protetto con il nome di Clemente II, ridimensiona Guaimario di Salerno, ripristinando il principato di Capua e restituendolo a Pandolfo IV dietro versamento di un lauto compenso.
Gaeta rientra nel principato capuano cambiando per la terza volta in 15 anni organismo politico di appartenenza:
- 1032 dal ducato autonomo al principato di Capua
- 1038 dal principato di Capua a quello di Salerno
- 1047 dal principato di Salerno nuovamente a quello di Capua

In realtà il nuovo cambiamento fu così poco sentito nella città che nessuno degli atti stipulati fece riferimento al nuovo principe di Capua. Gaeta, in pratica, torna ad una sostanziale autonomia politica.


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 7
si105400-03-1054GaetaCapua, PugliastoriaPapa Leone IX viene liberato dalla sua prigionia di Benevento.
Per ottenerla ha riconosciuto al Guiscardo la Contea di Puglia, a Riccardo Drengot il Principato di Capua, e al figlio Giordano, la Signoria di Gaeta.


si106300-06-1063Gaeta, Aquino, Piedimonte S. GermanoCapuastoriaRiccardo di Aversa cerca accordi con tutti i contendenti:
- alla duchessa Maria propone il matrimonio con suo figlio Giordano
- a Landone mantiene il dominio di Traetto e promette in sposa la figlia
- ad Adenolfo II, mantiene il ducato di Gaeta ma sotto la sua tutela e di quella di suo figlio Giordano
- Guglielmo di Montreil viene perdonato, si riappacifica con la moglie ripudiata e ottiene la castellania di Piedimonte S. Germano

Gaeta è annessa al principato normanno di Capua


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 16
si107805-04-1078CapuastoriaMuore Riccardo di Capua e a capo del principato resta suo figlio Giordano, che però non ha la tempra del padre

si108424-03-1084Gaeta, TraettoCapuastoriaPapa Gregorio VII è costretto a dall'imperatore Enrico IV a trincerarsi in Castel Sant'Angelo, da dove, manda a chiamare in soccorso il normanno Roberto il Guiscardo
Il Guiscardo, parte dall Puglia per recarsi a Roma.
Nel tragitto occupa di slancio l'intero principato di Capua ma si ferma al confine del Ducato di Gaeta di pertinenza del suo fido Ridello


P. e M. Corbo Gaeta La storia Vol. II - 1989 - pag. 21
si108808-03-1088Roma, TerracinastoriaNel corso di un piccolo conclave di circa 40 tra cardinali ed altri prelati, tenutosi a Terracina, viene eletto papa Urbano II, sotto la protezione delle armi del principe Giordano di Capua

Claudio Rendina - I Papi - 1996
si109000-11-1090CapuastoriaMuore Giordano principe di Capua e la moglie Gaitelgrima assume la reggenza in nome di Riccardo II, primo dei tre figli minorenni

si109100-02-1091GaetaCapuastoriaUna violenta rivolta costringe Gaiteldrima, vedova di Giordano di Capua a scappare insieme a tutti i normanni presenti.
Si rifugiano ad Aversa, da dove erano venuti 32 anni prima e dove passeranno anni di esilio ed umiliazioni.
Il principato di Capua, smembrato tra una multitudine di signorotti che si definiscono Baroni, Conti, Militi, Eroi, è travagliato da continue guerricciole interne e da un'anarchia politica. E' la fine del potenza del principato.
Anche Gaeta rivendica la sua autonomia e considera decaduto il duca Rinaldo Ridello. Per circa un anno, probabilmente, non ci fu nessun duca.


si109418-01-1094Gaeta, Fratte, Montecassino, Spigno, AquinoCapuastoriaL'ex duca di Gaeta Rinaldo Ridello frequenta ancora i territori del Ducato Gaetano. Istigato dal normanno Riccardo di Spigno occupa il castro di Fratte appartenente all'abbazia cassinate.
L'abate Oderisio cerca un componimento offrendo, per la restituzione, un compenso di 100 soldi d'oro, ma ottiene un rifiuto.
Rinaldo viene quindi scomunicato e attaccato dal conte Adenolfo di Aquino che, il 30 gennaio, lo costringe a restituire il maltolto.
Il 5 febbraio, trovandosi sia l'abate che papa Urbano II in Capua, Rinaldo chiede perdono e fa penitenza comparendo in pubblico a piedi scalzi davanti ad Oderisio.


Federici- - Degli Antichi Duchi e Ipati di Gaeta - pag. 444apri documento
si111810-03-1118Gaeta, MontecassinostoriaNella cattedrale di Gaeta, GELASIO II, viene consacrato papa. Sono presenti: il vescovo di Gaeta monaco cassinense ALBERTO, Guglielmo Duca di Puglia, GIONATA DI CALENO Duca di Gaeta, Roberto Principe di Capua, Riccardo dell'Aquila Conte di Fondi, Gerardo Abate di Montecassino, Sigenulfo Abate della Trinità di Capua, gli Arcivescovi di Capua, Napoli, Benevento, Salerno, Bari, Brindisi, Trani.
Gelasio, al secolo Giovanni Coniulo da Gaeta è monaco cassinense


P. Capobianco I papi a Gaeta nella storia - 1989 Claudio Rendina - I Papi - 1996
si111814-04-1118GaetaCapuastoriaGELASIO II lascia Gaeta per Capua, dove celebra la messa di Pasqua e poi si dirige a Roma, protetto dalle armi normanne

P. Capobianco - I papi a Gaeta nella storia - 1989

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